Spoltore non decide su Nuova Pescara E rinvia di 15 giorni

28 Ottobre 2022

Il Consiglio non si pronuncia sullo slittamento al 2024 Trulli chiede una scelta unanime. Oggi vota Montesilvano

SPOLTORE. Il consiglio comunale di Spoltore ha preferito non decidere sulla Nuova Pescara e rinviare tutto al 10 novembre. Ieri sera, in aula, andava votato lo slittamento della nascita della Nuova Pescara dal primo gennaio 2023 al 2024, peraltro già votato dai consiglieri comunali di Spoltore nella assemblea costitutiva di Nuova Pescara, il 29 settembre. Quel “sì” è stato già ratificato a Pescara e oggi si riunisce il consiglio comunale di Montesilvano mentre ieri quello di Spoltore ha preferito far slittare tutto alle ultime ore utili per pronunciarsi (c’è tempo fino al 12 novembre). Lo slittamento è stato chiesto e ottenuto dal capogruppo Pd Savino Di Nicola che ha manifestato tutti i suoi «dubbi e perplessità» sull’argomento mentre il sindaco Chiara Trulli ha espresso il desiderio che «le scelte siano condivise», per ciò che riguarda la Nuova Pescara, per cui ha accettato di soprassedere, per dare a tutti il tempo di «metabolizzare» le determinazioni su un argomento così importante.
Proprio dal sindaco sono stati sollevati degli interrogativi sui tempi necessari per arrivare alla Nuova Pescara. «Mancano lo statuto e gli atti prodromici per la fusione dei servizi: insomma, siamo all’anno zero, non si è prodotto nulla. Ma le fusioni non si realizzano a freddo» e basti pensare ai passaggi necessari per unire due realtà societarie, ha detto il sindaco. «Se l’obiettivo deve essere quello delle opportunità migliorative, non possiamo fare un salto nel buio, chiediamo che ci sia il tempo per realizzare con serietà tutti i passaggi» che sono tanti e complessi. «Sì al rinvio, ma il 2024 può essere sufficiente?», è l’interrogativo di Trulli che ha elencato tutto il lavoro da svolgere. «Da qui», ha detto, «deve uscire una pronuncia che rispetti tutti», ha detto il sindaco. Ma i punti di vista sono diversi, in aula, e il presidente del consiglio, Lucio Matricciani ha ribadito che «il 2024 è inaccettabile, per me, e voterei il 2023 perché non c’è differenza tra un anno e l’altro». Ma dai banchi della minoranza è stato ricordato «il rischio che arrivi il commissario», come ha fatto notare Marco Della Torre, polemico per «il nulla di fatto degli anni scorsi» e timoroso per il futuro «perché si rischia di arrivare al 2027 nelle stesse condizioni di oggi». «Ci dobbiamo attenere al rinvio al 2024» anche per «evitare il commissariamento», ha suggerito Agnese Ranghelli ricordando gli anni persi «a ragionare e fare tavoli». «Ma a cosa serve il rinvio?», ha chiesto Pierpaolo Pace. «A portarci alla Nuova Pescara o a guadagnare un altro anno?».
L’unico punto fermo di ieri è l’ordine del giorno proposto da Giulia Zona, capogruppo di InComune, approvato con 14 voti favorevoli e 2 astenuti. Il documento, da trasmettere ai sindaci degli altri Comuni, alla Regione e alle commissioni della Nuova Pescara, mette dei paletti su ciò che chiede Spoltore (da far confluire nello statuto). E cioè che «si conoscano i bilanci dei tre Comuni», per far emergere «debiti e criticità», che «la Regione eroghi i 300mila euro previsti», che ci siano delle garanzie sulla «rappresentatività», essendo il comune più vasto ma con meno abitanti, che ci siano «i municipi elettivi con deleghe di funzioni», che non venga «depredata la collina da costruzioni e interventi edilizi» e che Spoltore diventi «centro storico e polo culturale della nuova città».
Intanto questa mattina la palla passa al consiglio comunale di Montesilvano. Come per Pescara e Spoltore, è richiesta la maggioranza dei due terzi (almeno 17 voti a favore). «Il processo di fusione», si legge nella delibera, «presenta oggettive difficoltà tecnico-organizzative anche connesse alla circostanza che, sotto il profilo demografico, corrisponde alla più grande fusione mai realizzata»(f.bu.)