Spoltore, partono i lavori per ampliare il cimitero

3 Febbraio 2015

Il sindaco annuncia: «Subito 360 loculi, ma senza accordi con i privati» E l’11 febbraio il camposanto torna al centro del processo su Ranghelli e Roselli

SPOLTORE. «Pressanti richieste da parte di numerosi cittadini». Chiedono non solo case per abitare vicino a Pescara, ma anche spazi per morire i residenti di Spoltore. Però, al cimitero, finito al centro dell’indagine che nel 2011 ha portato alla caduta dell’amministrazione Ranghelli, di posti ne sono rimasti davvero pochi: il Comune ha messo a bando una manciata di metri quadrati, circa 40, per costruire due cappelle (una a Caprara) e tre tombe e sono arrivate quasi una trentina di domande nonostante che per realizzarle sia necessario pagarsi anche i lavori di «sbancamento» vicino al muro del vecchio cimitero, lo «scavo» e il «consolidamento». «Siamo quasi al limite», dice il sindaco Luciano Di Lorito, «ma tra qualche mese partiranno i lavori per 80 loculi a Spoltore e altri 80 a Caprara. Poi, in un’altra zona tra il cimitero vecchio e quello nuovo, faremo altri 200 loculi: il progetto è già pronto. Inoltre, con il piano triennale dei lavori pubblici, realizzeremo mille nuovi loculi, vale a dire coprire la domanda per i prossimi 8-10 anni». Di Lorito è certo: «Non faremo né accordi di programma né project financing. Introdurremo il sistema della compensazione pagando i lavori con la vendita dei loculi entro lo stesso anno».

Il cimitero è stato il blocco di partenza dell’indagine che, il 25 luglio 2011, ha portato all’arresto ai domiciliari dell’allora sindaco Franco Ranghelli e dell’ex presidente del consiglio regionale Marino Roselli: a distanza di quasi 4 anni, il processo – 10 imputati per gli intrecci tra politica e cemento – è solo alle battute iniziali e il prossimo 11 febbraio ci sarà la seconda udienza dedicata ancora ai testimoni dell’accusa con la deposizione dell’agente della forestale Michele Brunozzi che sarà chiamato a parlare proprio del cimitero. Un accordo di programma che, per gli investigatori, è stato stravolto nel corso di due anni per assicurare presunti vantaggi a un imprenditore, l’imputato Alessandro D’Onofrio. Sono tre i cambi sull’accordo di programma contestati da forestale e pm Gennaro Varone: dalla prima versione del 2008 fino all’ultima del 2010. Nella prima versione del 2008, l’imprenditore avrebbe ceduto al Comune 15 mila metri quadrati di terreno accanto al cimitero in cambio di 3 terreni in via Giotto, via Montinope e Santa Teresa e di 300 mila euro. A seguire sono cambiati i numeri, dice l’accusa, «attraverso falsi documentali e accordi artificiosi». Forestale e procura non hanno messo in discussione il metodo dell’accordo di programma, ma un presunto uso distorto. Una ricostruzione simile si riscontra nell’ultima inchiesta sui lavori di ampliamento del cimitero di Francavilla, attraverso un project financing, un caso costato i domiciliari, dal 30 settembre scorso, all’ormai ex dirigente della Regione Antonio Sorgi e al dirigente comunale Antonio Giordano. Di Lorito non vuole correre rischi per il cimitero: «Il cimitero è già finito sotto l’occhio del ciclone», dice il sindaco, autore di uno degli esposti che hanno innescato le prime indagini, «noi non vogliamo percorrere la strada dell’allargamento tramite un accordo di programma o un project financing. Faremo i lavori per conto nostro. In attesa della partenza dei lavori importanti, abbiamo messo a bando gli spazi che siamo riusciti a recuperare». Dalla vendita di queste aree il Comune incasserà quasi 30 mila euro ma i residenti dovranno pagarsi i lavori perché le aree sono in zone scoscese: «Si tratta di piccoli lavori», assicura il sindaco.

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