Spoltore, primo Consiglio: Matricciani è il presidente

È stato eletto con tutti i voti della maggioranza e uno della minoranza Il sindaco Trulli: «Saremo instancabili, ora lavoriamo insieme per i cittadini»
SPOLTORE. Con 12 voti, uno in più rispetto alla maggioranza, Lucio Matricciani è stato eletto presidente del consiglio comunale di Spoltore, confermando il ruolo che ricopre dal 2012. I suoi vice sono Angela Scurti, per la maggioranza, e Agnese Ranghelli, per la minoranza.
Il centrodestra, che alle ultime elezioni si è presentato diviso con tre diversi candidati alla carica di sindaco, ha proposto il nome di Ranghelli per la presidenza del consiglio comunale. E, all’esito del voto, ha riportato 4 preferenze (una in meno rispetto ai cinque componenti dell’opposizione).
È filata liscia, ieri, la prima riunione del Consiglio, a più di venti giorni dal voto che ha portato all’elezione a sindaco di Chiara Trulli. Unico assente, ieri pomeriggio, il capogruppo del Pd Nicola Savino, mentre in aula, questa volta dalla parte del pubblico, c’era l’ex sindaco Luciano Di Lorito, di cui Trulli è stata vice nell’ultimo mandato. E proprio a Di Lorito si è rivolta Trulli nel suo intervento, ringraziandolo e sottolineando che «i dieci anni con te sono stati fondamentali». Dopo “l’investitura” con la fascia tricolore, affidata come da tradizione a una ex dipendente, Italia Baldonieri, il sindaco ha voluto «semplicemente ringraziare tutti coloro che hanno lavorato con me per arrivare a questo momento, tutta la squadra che adesso mi onoro di guidare con senso di responsabilità e grande impegno». Il ringraziamento del sindaco è andato anche «ai cittadini che ci hanno dato fiducia» e ha garantito che «saremo instancabili nell’onorare il mandato che ci attende. A prescindere dai colori politici, dovremo lavorare tutti per fare gli interessi dei cittadini di Spoltore», ha aggiunto Trulli che poi ha illustrato le linee programmatiche.
Matricciani ha incassato il risultato atteso, ottenendo anche un voto della minoranza («anche loro si chiedono di chi sia») e in meno di due ore ha chiuso la seduta. «Sono contento», ha detto dopo aver ricevuto i complimenti da tutti. «Ora dobbiamo concentrarci sulla Nuova Pescara. Non può essere una fusione a freddo, il processo richiede tempo, non si può avere fretta. Chiediamo alla Regione una proroga fino al 2027, anche se Pescara punta a fare tutto subito, e non capisco come, visto che in 10 anni non si è fatto niente. Vogliamo vederci chiaro», dice in vista dell’incontro di martedì tra sindaci e presidenti del consiglio dei tre comuni. «Come prima cosa vanno uniti i servizi, per capire se funziona», propone. «Sarebbe un banco di prova».

