Sprar, Montesilvano in una tesi alla Sorbona

12 Ottobre 2018

L’accoglienza degli immigrati ha fatto della città un esempio virtuoso di interesse internazionale

MONTESILVANO. Sta diventando un modello da studiare a livello internazionale la soluzione utilizzata a Montesilvano per il problema immigrazione attraverso l’adesione alla rete Sprar (il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati). Ultimi, in ordine di tempo, le ricerche di una studentessa universitaria della Sorbona di Parigi e la visita di alcuni ricercatori di una scuola regionale della Repubblica Ceca. Recentemente anche l’agenzia di stampa internazionale France Press ha indicato Montesilvano come una delle città più virtuose su questo tema. Il modello Montesilvano sarà al centro della tesi di laurea di Nunzia Morellon, cittadina italiana con passaporto anche francese, dedicata a “Inclusione e integrazione degli immigrati sulla collettività dei territori”. La ricercatrice ha visitato una delle sedi Sprar nella quale sono inserite alcune donne con i loro bambini e intervistato gli operatori e due beneficiari del progetto: il primo impegnato in attività di manutenzione nel cimitero cittadino, la seconda volontaria in una casa di riposo della città.
Una seconda visita ha visto protagonisti, Markéta Metelková e Pavel Toman, due docenti cechi, accompagnati da Sandra De Thomasis direttore del Centro di servizio per il volontariato della provincia di Chieti, che si sono soffermati sulle modalità di gestione del progetto, per il programma di condivisione delle buone pratiche sui migranti.
«L’interesse scientifico», spiega il sindaco Francesco Maragno, «che si sta sviluppando è il grande segnale dell’efficacia della progettualità che abbiamo sviluppato per gestire i migranti nel nostro territorio, bilanciando la tutela della sicurezza cittadina, lo sviluppo turistico e commerciale, oltre alle necessità e le aspettative dei migranti stessi. In fatto di immigrazione siamo riusciti a ottenere importantissimi risultati. Il 31 maggio 2017, siamo riusciti a sgomberare 48 appartamenti in via Ariosto, a ridosso dell’area turistica, due immobili che per oltre 20 anni sono state centrali di spaccio e contraffazione, con conseguenze sulla sicurezza. Fino a dicembre 2017 avevamo due Cas, Centri di accoglienza straordinaria, in altrettante strutture alberghiere fronte mare, con flussi illimitati di migranti controllati dalle Prefetture, sui quali l’ente comunale non aveva voce in capitolo. L’unica possibilità data dalla normativa per ridurre il numero dei migranti sul territorio era quella di aderire alla rete Sprar gestito dal Comune. Questo ci ha consentito di applicare la clausola di salvaguardia, che esclude differenti tipologie di accoglienza . Ciò significa che dagli oltre 500 uomini presenti nei Cas, siamo riusciti a ridurre tale numero a 101 persone.
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