Spunta l’idea di un nuovo stadio: Regione e Comune ora dicono sì

Riunione con Marsilio, Masci, la soprintendente Collettini e il presidente del Pescara calcio Sebastiani Il sindaco: «Si vuole realizzare un impianto sportivo degno di una squadra che merita di crescere»
PESCARA. Rispunta l’idea di realizzare un nuovo stadio per il Pescara calcio. A distanza di 7 anni dal precedente progetto naufragato clamorosamente, ora riemerge la necessità per la squadra di avere un impianto sportivo di alto livello. E il primo passo è stato fatto ieri, cioè all’indomani della sconfitta del Pescara contro il Foggia che ha spazzato via le speranze di un ritorno in B della squadra cittadina.
LA RIUNIONE In mattinata si è svolta negli uffici della Regione, a Pescara, una riunione cui hanno preso parte il presidente della giunta regionale Marco Marsilio, il sindaco Carlo Masci, la dirigente regionale della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio d’Abruzzo Cristina Collettini e il presidente del Pescara calcio Daniele Sebastiani per definire un percorso di riqualificazione dello stadio Adriatico Cornacchia e dell’intera area circostante. «Obiettivo della riunione», si legge in una nota emanata al termine dell’incontro, «è stato quello di delineare un protocollo d’intesa per avviare una co-progettazione, condivisa tra la società calcistica, Comune, Regione e la stessa Soprintendenza, per arrivare alla realizzazione di un progetto importante, innovativo, di alto valore architettonico e paesaggistico che rispetti ed esalti le caratteristiche del luogo e, nello stesso tempo, tenga conto delle esigenze della società sportiva che ha bisogno di uno stadio moderno, vuole strumenti per concretizzare le ambizioni di crescita e riportare la squadra del Pescara ai livelli che merita».
«Si vuole quindi avviare», spiega ancora la nota della Regione, «un progetto di riqualificazione di tutta l’area che comprende anche lo stadio Adriatico Cornacchia, partendo dall’esistente e indicando da subito gli elementi fondamentali su cui si dovrà basare la progettazione». «Obiettivo», conclude il documento, «è trovare una sintesi per un progetto condiviso tra le diverse parti che sottoscriveranno il protocollo d’intesa al fine di avere la possibilità che studi di progettazione importanti definiscano un progetto di qualità. Progetto che sappia coniugare lo sport, il turismo, la cultura, le aree verdi e le strutture ricettive, così da dare all’intera area un ruolo primario nello sviluppo della città di Pescara».
LE REAZIONI C’è grande ottimismo riguardo a questa proposta di realizzare uno stadio più moderno. Masci si è detto molto soddisfatto dell’esito del primo incontro. «È stato un incontro molto proficuo», ha scritto il sindaco sul suo profilo Facebook, «basato sulle convergenti volontà di ciascuna delle parti di giungere all’approvazione di un progetto condiviso di riqualificazione dello stadio Adriatico Cornacchia che permetta la sua valorizzazione e riesca ad integrare l’esistente con le necessità di uno stadio all’avanguardia». «Un impianto», ha aggiunto, «che tenga conto delle particolarità, delle caratteristiche e delle opportunità del territorio, per una squadra che deve puntare alle categorie superiori». «Si tratta di una sinergia positiva», ha concluso Masci, «per un progetto futuristico che sarà capace di accogliere sport, cultura, turismo, verde e socialità, dando un nuovo volto all’intera città».
Soddisfazione è stata espressa anche dal deputato di Fratelli d’Italia Guerino Testa. «È stato un incontro molto positivo», ha affermato, «perché apre un dialogo tra amministrazioni, Soprintendenza e Pescara calcio per realizzare un impianto importante per una città ambiziosa come Pescara. Farò il possibile a livello nazionale affinché questa proposta si possa concretizzare».
il progetto naufragato Ma il precedente tentativo, portato avanti dalla passata amministrazione di centrosinistra, di realizzare nel 2016 un nuovo stadio in un’area a Pescara sud, è fallito. C’erano stati incontri ad alti livelli tra il Pescara calcio, l’allora presidente della Lega B Andrea Abodi, i vertici di Invimit (Investimenti immobiliari italiani) e l’Istituto di credito sportivo. Sembrava che il progetto potesse concretizzarsi, ma poi è naufragato.

