Spuntano cancelli e chiavi: la via è nostra, non si passa

12 Maggio 2016

Sbarrata dalla sera al mattino una traversa molto frequentata dai residenti : da corso Umberto si apre in direzione mare. Gli atti sono già in Procura

MONTESILVANO. “C’era una volta” via Monsignor Di Francesco, una delle traverse che, da corso Umberto, a Montesilvano, si collega in direzione di via Spagna verso la marina, zona di grande densità urbana, a due passi dal Warner village.

Bene, questa strada non c’è più. Dalla sera al mattino è scomparsa, chiusa, non più transitabile per tanti automobilisti e residenti che ora sono costretti a fare un giro lungo per tornare a casa. La strada non è più disponibile, ma non perché lo abbia deciso l’amministrazione civica. A pensarci, parole del presidente della commissione vigilanza del Comune, Anthony Aliano, sarebbe stato un gruppo di proprietari che rivendica la titolarità di quel tratto. È accaduto così che da, un giorno all’altro , l’imbocco di via Monsignor Di Francesco, lato corso Umberto, venisse letteralmente sbarrato da un cancello, con tanto di chiave che naturalmente è di esclusiva pertinenza dei proprietari. Non si transita più. Il padrone, o meglio “i padroni” hanno deciso così.

L’incredibile “scomparsa della strada” è stata certificata dopo un sopralluogo operato dagli stessi rappresentanti della commissione. «Abbiamo constatato con sgomento», afferma Aliano, «che l’accesso è stato per l’appunto “cancellato” nel tratto compreso tra corso Umberto fino al sottopasso, in direzione mare. Naturalmente, abbiamo individuato e prontamente diffidato i responsabili a ripristinare lo stato dei luoghi», prosegue il presidente della Vigilanza, «provvedendo alla riapertura immediata della strada».

Una via, insiste Aliano che ogni giorno viene percorsa da migliaia di veicoli, utile per alleggerire la viabilità congestionata nel più complesso snodo di fronte alla stazione ferroviaria. «Una tratta», rimarca Aliano, «sottratta alla disponibilità della città con un atto di violenza inaudita». E non è finita. A questo punto, si delineano conseguenze giudiziarie anche di natura penale. Ipotesi di reato di non poco conto, che vanno dall'interruzione di pubblico servizio all'occupazione abusiva. «A Montesilvano», chiosa Aliano, «tutto è possibile. Solo che i tempi cambiano, e non si è più propensi ad accettare quella che in passato sembrava una regola: anarchia, pur di accaparrarsi un voto!».

Gli atti sono già in procura. (cr..pe.)

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