Sradica l’ombrellone in spiaggia per colpire la compagna: arrestato
PESCARA. Doveva stare lontano dalla sua ex, perché così aveva disposto il giudice. Ma non ci è riuscito: il 14 febbraio, giorno di San Valentino, ha scavalcato il recinto ed è entrato in casa della...
PESCARA. Doveva stare lontano dalla sua ex, perché così aveva disposto il giudice. Ma non ci è riuscito: il 14 febbraio, giorno di San Valentino, ha scavalcato il recinto ed è entrato in casa della donna, non per dichiararle il suo amore ma per aggredirla fisicamente e verbalmente in strada. Per questo motivo, un uomo di 35 anni di origine romena e residente a Pescara è finito in carcere su disposizione del giudice Virginia Maria Libera Scalera. Tutto comincia nei mesi scorsi, quando i due si conoscono, si frequentano e l’uomo dimostra subito di essere un tipo violento, come racconterà poi la donna alla squadra mobile (diretta da Dante Cosentino), che si è occupata delle indagini una volta ricevuta la denuncia della vittima. Fin dai primi giorni i segnali sono stati inequivocabili, da parte dell’uomo, che prima ha tirato un calcio alla donna, colpendola al polpaccio, rischiando di farla cadere e, solo il giorno dopo, l’ha bloccata al muro mettendole le mani alla gola e l’ha presa a schiaffi. Si è scusato, ha promesso che non sarebbe accaduto più, ma le rassicurazioni sono cadute nel vuoto e la donna se n’è accorta presto. Mentre era in un locale, sul posto di lavoro, ha ricevuto telefonate e messaggi minacciosi fino a quando l’uomo si è presentato nel locale e, non vedendola in sala, ha pensato che non lavorasse lì per cui l’ha anche accusata di mentire. Poi ha raggiunto la casa della sua dolce metà e si è attaccato al citofono, visto che lei non rispondeva al telefono. A quel punto, la malcapitata ha provato a interrompere questa escalation di aggressività rispondendo al telefono e spiegando al 35enne di voler interrompere i rapporti. Anche questo è stato inutile perché lui si è presentato sul posto di lavoro per cui la donna ha fatto ricordo a un’altra mossa, il blocco del numero di telefono e dei profili social. Però la donna ha deciso comunque di concedere al fidanzato un ultimo incontro, che ultimo non è stato, durante il quale lei ha chiarito di non poter accettare tanta violenza e tanti controlli e lui l’ha convinta a ricominciare.
La vittima di questo amore malato sperava che l’ossessione potesse scemare e per un po’ la situazione sembrava cambiata, ma una sera è tornato l’incubo. L’uomo si è mostrato particolarmente geloso, accusandola di aver guardato un altro in un locale e di aver dato troppa confidenza al compagno della madre, e poi ha cominciato a strattonarla, facendola cadere, e a minacciarla. L’ha portata in spiaggia, l’ha colpita con calci e schiaffi, sputandole addosso e insultandola per poi sradicare la base di un ombrellone per tentare di colpirla. È stato allora che la donna, impaurita e costretta a farsi accompagnare nei suoi spostamenti, ha deciso di interrompere la storia, si è fatta medicare in ospedale (la prognosi era di 7 giorni) e ha raccontato tutto alla polizia (le indagini sono state coordinate dal pm Fabiana Rapino), dalle violenze alle minacce che riguardavano anche i familiari.
Ne è scaturito, a novembre scorso, il divieto di avvicinamento dello stalker ai luoghi abitualmente frequentati dalla donna e il divieto di comunicare con lei, attraverso qualsiasi mezzo. Ma a febbraio il 35enne ha violato questa misura, presentandosi a casa della donna, a Montesilvano, come relazionato dai carabinieri, e così si è arrivati al provvedimento di arresto per cui l’uomo è stato portato in carcere. Quando gli è stato notificato, nei giorni scorsi, i due erano insieme. (f.bu.)

