Stabilimenti nel mirino Furti a raffica in 7 locali

18 Dicembre 2016

Dopo Nettuno e Lido Beach, derubati altri lidi. La rabbia dei balneatori

PESCARA. Poche auto in circolazione, nessun pedone, locali chiusi, spiaggia deserta. Nei mesi invernali la riviera si trasforma nel posto ideale dove mettere a segno un furto senza correre il rischio di essere visti o presi. E lo dimostra l'impennata di colpi dell'ultimo periodo che crea grande preoccupazione - se non rabbia - tra i balneatori. Dopo le sgradite visite dei ladri a Nettuno Beach Club, Lido Beach e Positano, l'allarme furti è scattato anche negli stabilimenti Apollo, La Vongola, Alcyone Beach Club e Quattro Vele, gli ultimi a subire l'assalto.

Sparisce un po' di tutto, dai lettini prendisole alle bottiglie di vino, e in alcuni casi i furti sono ripetuti, ai danni della stessa struttura, per cui gli operatori si sentono spiazzati e qualcuno dice di essere pronto a farsi giustizia da solo. Domenico Pagliari, di Apollo, si è accorto martedì pomeriggio di aver subito un furto, «quindi ritengo che abbiano agito alla luce del giorno», dice: hanno spaccato la tenda esterna e frantumato la finestra, per poi entrare. Hanno rubato 50 bottiglie di vino, per un valore di circa mille euro, mentre la volta precedente, appena due mesi fa, hanno aperto le cabine e preso 60 cappucci per le palme e 25 lettini da spiaggia, il che vuol dire «14mila euro di danni» in totale, tra un colpo e l'altro. «Non mi interessa se mi metto nei guai ma se prendo il responsabile gli tiro una pala in faccia» annuncia Pagliari, che teme un terzo furto e vorrebbe perfino mettersi alla ricerca del responsabile.

Il balneatore, che gestisce l’attività con il fratello Alessandro, chiede di «mettere delle pattuglie sul lungomare, per tenerlo costantemente sotto controllo. Così non si va più avanti, i danni sono eccessivi», dice preoccupato, e non è giusto che «i ladri vengano rimessi subito in libertà, quando vengono presi, perché poi tornano a rubare». Il riferimento è al marocchino che nei giorni scorsi ha messo a segno due furti, nel giro di 24 ore, nello stabilimento Lido Beach, vicino alla nave di Cascella, e la seconda volta è stato preso e arrestato dalla polizia ma poi è stato scarcerato immediatamente, dopo la convalida in Tribunale. «Se queste persone commettono altri furti la colpa è dei giudici», commenta Pagliari esasperato, «e se quel ladro torna da me e io lo becco, qui ci lascia le penne. Spero che non debba accadere qualcosa di grave a qualcuno di noi, per fare in modo che si prendano provvedimenti».

Racconta la sua rabbia anche Valter Porrini, della Vongola, che ha subito due furti in una settimana. Il bottino è stato consistente visto che in un'occasione sono stati portati via un televisore da 37 pollici e una quindicina di lattine di Coca Cola e Fanta, mentre nell'altro caso sono sparite 12 bottiglie di vino e altre lattine. Per entrare è stato sufficiente rompere una finestra sul retro, sempre la stessa, e a nulla è servito il sistema di allarme che si è attivato e ha fatto arrivare le guardie giurate ma ormai era troppo tardi per acciuffare i responsabili.

«I controlli andrebbero intensificati», suggerisce Porrini, «anche perché le pattuglie passano in strada e non sul marciapiedi. Certo, se il governo continua a tagliare i fondi, è difficile pensare ad una maggiore presenza delle forze dell'ordine. E noi riusciremo a rimanere tranquilli solo fino a quando non ci troveranno dentro gli stabilimenti. Perché non so cosa potrà accadere se ci troveranno dentro i locali».

È allibito Luigi Alfieri, proprietario del Quattro Vele, l’ultimo stabilimento preso di mira, insieme all’Alcyone. «In mattinata», racconta, «il gestore ha aperto il locale e si è accorto del furto. Le immagini delle telecamere mostrano che si è mosso carponi nel locale, come se non ce la facesse neppure a stare in piedi» e il pensiero va al tossicodipendente che ha fatto visita al Lido Beach. «Se è lui, vuol dire che va rubando ovunque. E se qualcuno di noi dovesse provare a difendersi ci passerebbe i guai, mentre i ladri tornano subito liberi. In un altro paese butterebbero la chiave».

«È il problema di ogni inverno», commenta Riccardo Padovano, balneatore e consigliere comunale. «Forse la cosa migliore sarebbe mantenere le attività aperte anche d’inverno. Sarebbe un ottimo deterrente per i ladri. Quindi bisogna creare movimento nei locali sulla spiaggia anche nei mesi più freddi. Questo resta il mio pallino».

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