Stabilimenti, non c’è il personale Gli operatori: un danno per tutti

21 Aprile 2022

Con la stagione alle porte, i balneatori sono ancora alle prese con il reclutamento di camerieri e baristi «Alle assunzioni regolari con stipendi medi di circa 1.200 euro, si preferisce il sussidio del governo»

FRANCAVILLA. Se da un lato la stagione estiva è partita nel migliore dei modi con la giornata di Pasquetta che ha fatto registrare il pienone lungo gli stabilimenti della costa francavillese, dall'altro lato continuano a registrarsi grandi difficoltà nel reclutamento della forza lavoro in vista dell'estate.
La manodopera scarseggia: di baristi, camerieri, lavapiatti e addetti alla spiaggia se ne trovano sempre meno, tanto che la maggior parte delle strutture sono in carenza di organico. Nonostante una paga media che si aggira sui 1.200 euro al mese, in molti, a detta degli operatori, preferiscono rimanere con la certezza del reddito di cittadinanza a cui spesso viene aggiunto qualche extra.
«Quest’anno la situazione è drammatica», dice subito Cristiano Di Tommaso di Vittoria Beach. «Abbiamo iniziato la selezione del personale a gennaio e non ancora riusciamo a completare la squadra. Nonostante una paga buona, molti preferiscono percepire gli aiuti dello Stato, magari aggiungendo qualche lavoretto strada facendo. E con il personale ridotto, a volte siamo obbligati a togliere qualche tavolo, perché altrimenti non riusciremmo a lavorare come vogliamo».
Non è molto diverso il ragionamento che fa Alessandro Rocco, titolare del lido Drago Verde: «Purtroppo questa carenza di personale è un fenomeno che si verifica da qualche anno. Fino a poco tempo fa avevamo la coda di giovani che volevano venire a lavorare. Adesso, davanti ad assunzioni regolari, stipendi nella media e versamento dei contributi, si preferisce la sovvenzione del governo, anche per la scarsa voglia di lavorare il sabato e la domenica. Il tutto con un grave danno all’intero settore. A Pasquetta non abbiamo potuto apparecchiare tutti i tavoli perché non avevamo camerieri a sufficienza».
E prosegue: «Lo scorso anno avevamo uno staff composto da 36 persone: certo non tutte full time, ma comunque regolarizzate, con busta paga e contributi. Ora non siamo nemmeno la metà. E con la stagione estiva alle porte siamo in crisi». Quello della carenza del personale è un problema che si è presentato già negli anni passati, ed era stato nuovamente denunciato da altri addetti ai lavori, come Francesco Primavera, dello stabilimento Serenella o dal collega Mauro Cioffi, del Lido Bianco, già alla vigilia del lunedì di Pasqua, data che per molte strutture ha rappresentato la ripresa dei lavori.
Dal quadro che emerge, almeno stando alle parole degli imprenditori, è che spesso l’aiuto statale finisce per diventare più un adagio che un sussidio sul quale i percettori si accomodano. Da capire se la tendenza verrà confermata anche nei prossimi mesi.
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