Stadio, acqua vietata: c’è la legionella

20 Ottobre 2018

La decisione del Comune a scopo precauzionale dopo le analisi dell’Arta. La Asl ha imposto sanificazione e clorazione

PESCARA. Rubinetti e docce chiuse, all’interno dello stadio Adriatico Cornacchia. L'acqua della struttura sportiva non può essere utilizzata per alcuni giorni, a partire da ieri, perché sono state trovate tracce di legionella Pneumophila. La decisione è del sindaco Marco Alessandrini che ieri ha firmato un’ordinanza per disporre lo stop. Lo ha fatto in conseguenza delle analisi sui campioni di acqua prelevati il 26 settembre. Gli esami sono stati eseguiti dall’Arta Abruzzo (Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente) ed è stato il dipartimento di Prevenzione della Asl a comunicare l’esito al Comune con una nota dei giorni scorsi, acquisita a Palazzo di città giovedì.
Ieri è arrivata la decisione del sindaco di vietare «l’uso dell’acqua idrico sanitaria in distribuzione allo stadio», in considerazione «dei possibili rischi sulla salute». L’impianto sportivo resterà comunque aperto e le attività sportive continueranno con la sola preclusione dell’utilizzo dei rubinetti e delle docce. L’ordinanza è stata adottata «a scopo del tutto precauzionale, pur non avendo ricevuto richieste dalla Asl in questo senso», assicurano dal Comune. La Asl ha però indicato gli «opportuni provvedimenti da adottare» tenendo conto sia dei valori del batterio rilevati sia delle linee guida dell’Istituto superiore di sanità che riguardano la prevenzione e il controllo della legionellosi. E le misure da attuare consistono nella sanificazione e nella clorazione, che dovrebbero essere effettuate da Comune e Aca in 5 giorni. Nel corso di questi interventi «le acque devono ritenersi non idonee all’utilizzo», si legge nell’ordinanza.
Una volta concluse la sanificazione e la clorazione scatteranno nuove analisi per cui il divieto, annunciano da Palazzo di città, rimarrà in vigore fino a quando gli esami sui campioni prelevati allo stadio non indicheranno che il problema è superato.
Dalla Asl arrivano rassicurazioni per chi ha usato l’acqua dello stadio nell’ultimo periodo. «Sono a rischio solo le persone che hanno problemi di salute, chi è sottoposto a terapie particolari e gli anziani. Gli sportivi non sono a rischio. E non rappresenta un pericolo bere l’acqua al cui interno è stata individuata la legionella. Il problema nasce, invece, dai vapori che si inspirano perché il batterio finisce nei polmoni».
La presenza di legionella si può riscontrare «nell’acqua stagnante e negli impianti di condizionamento». Il batterio «ha bisogno di umidità e alte temperature». Nei casi in cui provoca conseguenze sulla salute umana «l’effetto è immediato», emerge nel giro di pochi giorni. Ma nell’ultimo periodo «non ci sono stati casi clinici». Quindi, garantiscono sempre dalla Asl, «non c’è alcun pericolo». E l’individuazione del batterio nasce dal fatto che le tecniche di analisi «sono state molto perfezionate e la ricerca è mirata», contrariamente al passato.
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