Stadio dell’Arca, Renzetti assolto dalla Corte dei conti

30 Luglio 2015

SPOLTORE. La Corte dei Conti assolve in via definitiva Donato Renzetti per la mancata realizzazione del campo di calcio nel centro Arca e l’ex sindaco non dovrà risarcire il Comune per l’impianto...

SPOLTORE. La Corte dei Conti assolve in via definitiva Donato Renzetti per la mancata realizzazione del campo di calcio nel centro Arca e l’ex sindaco non dovrà risarcire il Comune per l’impianto sportivo che non c’è.

Lo ha deciso la prima sezione giurisdizionale centrale della Corte dei Conti, che ha escluso Renzetti, primo cittadino dal 1997 al 2007, dalla responsabilità di danno erariale nella vicenda del piano particolareggiato di Villa Raspa e del campo (valore 400mila euro) previsto in via Francia, non ancora costruito dall’Arca.

Con una sentenza pubblicata tre giorni fa, la magistratura contabile ha ribaltato la precedente decisione dei giudici, in base alla quale, un anno e mezzo fa, avevano condannato l’ex sindaco a risarcire 20mila euro per una presunta «gestione caotica» degli accordi tra Comune e Arca. Nel dispositivo di condanna, a Renzetti, veniva addebitata «per colpa grave la mancata vigilanza sul regolare andamento dei servizi». L’ex amministratore ha impugnato la sentenza di primo grado, riuscendo a ottenere la cancellazione della «colpa grave».

«La gestione del piano particolareggiato e i rapporti contrattuali che ne derivavano, erano affidati ai dirigenti del Comune e ai responsabili dei servizi», si legge sul responso definitivo dei giudici.

Il procedimento fu avviato a nel 2011 con un esposto fatto da un funzionario, all’epoca responsabile dell’urbanistica. «Sarebbe stata cosa utile e doverosa se quel dirigente, invece di produrre esposti, si fosse attivato per le realizzazioni spettanti alla società Arca» commenta Renzetti . «Già nel 2008, quando non ero più sindaco, il Comune avviò una controversia con l’Arca per un presunto, erroneo scomputo di oneri a favore della società. Iniziativa impugnata dall’Arca e annullata dal Tar, ora pendente al Consiglio di Stato. Nel frattempo, tutta l’attività è stata sospesa con grave danno per l’economia locale. Alla responsabilità amministrativa e/o contabile, si aggiunge quella politica». Il Comune dovrà ora pagare 2mila euro di spese legali.

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