Stadio, la delusione di un disabile

Il figlio-accompagnatore: impossibile vedere la partita da un punto così basso
PESCARA. Una garbata critica alla gestione dello stadio Adriatico-Cornacchia arriva dal figlio di un anziano disabile, che, in sostanza, racconta, ha dovuto rinunciare alla visione della partita Pescara-Napoli. La vicenda l’ha voluta raccontare al Centro Davide Pitucci, che ha accompagnato il padre, che si muove su una carrozzella, alla partita dei biancazzurri.«Mio padre è disabile al cento per cento», dice Davide, «e domenica scorsa, così com’è accaduto anche l’anno passato, il Pescara calcio ci ha offerto la possibilità di vedere l’incontro gratuitamente. Sia per mio padre, che è appunto disabile, sia per me, in qualità di accompagnatore. Il regolamento prevede», prosegue Pitucci, «l'invio di una richiesta, tramite e-mail, alla società sportiva. Se arriva la conferma, si ha il via libera per l’ingresso allo stadio. Così com’è accaduto anche per la partita con il Napoli», aggiunge Davide. «Solo che domenica, mio padre», continua sempre Davide, «è stato destinato in tribuna Adriatica e non, come nella stagione scorsa, tra la curva nord e la tribuna Maiella. Il punto è», rileva ancora il figlio del disabile, «che non essendoci un ascensore in tribuna Adriatica, così com’è invece presente nel settore destinato ai disabili, mio padre non è potuto salire ai livelli superiori degli spalti ed è stato costretto a rimanere in basso. Ma a tal punto in basso da non poter avere una visione chiara della partita, giacché oltre a una vetrata vi sono anche dei cartelloni pubblicitari. A quel punto, dopo pochi minuti dall’inizio dell’incontro, a me e mio padre non è rimasto altro che andare via. Ora, premesso che gli steward dello stadio sono stati con noi gentilissimi, come pure la società del Pescara che offre ai disabili e agli accompagnatori di vedere le partite, mi chiedo questo: non sarebbe stato meglio avvisarci che nel settore predisposto per i disabili, i posti erano probabilmente esauriti? Perché secondo me», osserva Davide, «se ci hanno inviati in tribuna Adriatica è solo perché nel settore normalmente riservato ai disabili non c’era più posto. Avremmo serenamente rinunciato a vedere la gara, anche perché», chiude, «è probabile che io abbia inviato in ritardo la mail per la richiesta. Quello che chiedo per mio padre e tutte le persone che sono nelle sue condizioni è di poter tornare a vedere le partite nel punto dove eravamo l’anno scorso».
Vito de Luca
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