«Stadio senza luci e docce così non si va più avanti»

Penne, protestano le società sportive che frequentano lo storico impianto comunale ridotto a brandelli, senza più custodia e manutenzione ordinaria
PENNE. Gioie e dolori, luci e ombre. Lo stadio comunale di Penne in contrada Ossicelli vive nell'abbandono pressoché assoluto. Lo storico impianto cittadino, nel 2004 intitolato alla memoria di Fernando Colangelo, ex calciatore di Fiorentina, Modena, Giulianova, Cosenza e Crotone, vive un lento ma inesorabile declino. Senza custodia, con un terreno da gioco che segnala una manutenzione vicina allo zero, lo stadio, nelle ore notturne, diventa terra di nessuno. La copertura della tribuna, ceduta al peso della neve ormai da tempo, è solo uno dei tanti problemi da risolvere. E per le società sportive che si apprestano ad avviare la nuova stagione agonistica ci sono tante difficoltà.
Nell'impianto non funzionano luci e acqua. Le docce sono fredde per la bassa pressione dell'acqua. Anche nei locali dei magazzini si sono riscontrate carenze importanti. L'impianto, a oggi, dovrebbe essere utilizzato da diverse società sportive ma non tutte sembrano disposte a fare i conti per un intero anno con uno stadio fatiscente. Ad alzare la voce e ad annunciare che per il prossimo anno non utilizzerà l'impianto di casa è stata la Asd Pinna 99, formazione che milita nel campionato Uisp.
«Tre anni fa» spiegano «siamo stati costretti nostro malgrado ad andare a giocare a Collecorvino (che ringraziamo dell'ospitalità), non vorremmo trovarci di nuovo in questa situazione dato che i nostri 40 tesserati sono quasi tutti di Penne. Siamo dopo il Penne 1920 (Eccellenza) la società più longeva in città (1999), e in questi anni abbiamo utilizzato il Comunale anche se ci sono sempre state delle carenze, ma alla mancanza di acqua calda e soprattutto di luce (allenamento e partite si svolgono alle 21), non possiamo sopperire. Crediamo che lo stadio abbia bisogno di una manutenzione ordinaria continua, e di un custode. Immaginiamo che l’amministrazione comunale non abbia grosse disponibilità economiche (in questi anni abbiamo sempre pagato per l’utilizzo dello stadio), ma ci sono soluzioni alternative a costo zero. Il custode è fondamentale» dicono quelli del Pinna «perché chiunque può entrare, uscire e utilizzare a proprio piacimento l’impianto, senza che nessuno vada lì a disturbare. Speriamo di essere convocati da questa nuova amministrazione comunale, per trovare insieme le soluzioni migliori», chiudono i dirigenti del Pinna. Per l'amministrazione del sindaco Mario Semproni, la gestione degli impianti sportivi sarà una nuova grana, da fronteggiare al momento anche senza un assessore o un consigliere che abbia la delega allo Sport e all'impiantistica. Il giovane Emidio Camplese ha rimesso le deleghe che gli erano state affidate per via della mancanza di fondi da poter utilizzare su sport e impiantistica.
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