Stamane l’autopsia svelerà le cause della morte di Monia

14 Gennaio 2017

PESCARA. È il giorno della verità, oggi, per sapere com’è morta, che cosa ha ucciso Monia Di Domenico. Alle 10 è prevista infatti l’autopsia, affidata al medico legale Cristian D’Ovidio, che alla...

PESCARA. È il giorno della verità, oggi, per sapere com’è morta, che cosa ha ucciso Monia Di Domenico. Alle 10 è prevista infatti l’autopsia, affidata al medico legale Cristian D’Ovidio, che alla fine del suo esame saprà dire che cosa è stato fatale per la psicologa finita sotto i tre colpi alla fronte che le ha inferto con una pietra ornamentale l’inquilino Giovanni Iacone. Se sono stati fatali quei colpi, oppure se Monia è morta in seguito al copioso sangue perso dalla ferita rilevata sul collo.

Per ora c’è la versione di Giovani Iacone che di fronte al pm della Procura di Chieti Giuseppe Falasca, ai carabinieri di Francavilla diretti dal comandante Antonio Solimini e coordinati dal maggiore Federico Fazio, ha ammesso di averla colpita con la pietra per tre volte, negando però la sua diretta responsabilità su quel taglio netto alla gola. Che il cuoco di 48 anni ha invece giustificato dicendo che l’avrebbe causato il tavolo di vetro andato in frantumi sotto il peso suo e della 45enne caduti in seguito alla violenta lite a colpi di pietra.

Al contrario, però, il sospetto degli investigatori, e che sarà l’autopsia a chiarire, è che quel taglio netto rilevato sul collo della povera Monia sia stato inferto direttamente da Iacone con l’intenzione di chiudere per sempre la questione. Una versione dei fatti che il 48enne sarà chiamato a ripetere questa mattina alle 10 di fronte al gip di Chieti Antonella Redaelli che lo ascolterà per la convalida dell’arresto. Assistito dal suo difensore, l’avvocato Emanuela De Amicis, Iacone racconterà che cosa è successo mercoledì pomeriggio nell’appartamento di via Monte Sirente, e lo farà in contemporanea all’autopsia che svelerà con esattezza che cosa ha portato alla morte Monia.

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