Stampa e giustizia libertà fondamentali

3 Dicembre 2018

Quale sarà il futuro dell’editoria e dell’informazione? Una domanda alla quale, ieri, hanno cercato di dare risposte i relatori del seminario promosso da Liberal Pd a Pescara . Tra gli interventi...

Quale sarà il futuro dell’editoria e dell’informazione? Una domanda alla quale, ieri, hanno cercato di dare risposte i relatori del seminario promosso da Liberal Pd a Pescara . Tra gli interventi , oltre a quello di Giovanni Legnini, quelli di Stefano Rolando, già direttore della comunicazione alla presidenza del consiglio dei ministri, Giovanni Innamorati, giornalista Ansa, Livio Gigliuto, direttore dell’Istituto Piepoli, e Francesco Santobono. Dai contributi pubblici, all’autonomia dell’informazione e della magistratura «due capisaldi del sistema democratico», ha detto Legnini nel corso del suo intervento, fino all’appello al Parlamento affinché non vengano cancellati i contributi a Radio Radicale, che tra l’altro, ha trasmesso i lavori del seminario. «Il tema della comunicazione», ha aggiunto Legnini, «è cruciale nel nostro Paese. Anche tutto il dibattito su giustizialismo e garantismo ha a che fare con la qualità dell’informazione, perché incide sul rapporto di fiducia dei cittadini sul sistema giudiziario». A dispetto «di quello che ormai è un mantra, quello dell’abolizione dei contributi pubblici all’editoria», ha aggiunto Legnini, che ha spiegato come, in realtà, di i fondi a disposizione dei giornali si siano progressivamente asciugati nel corso degli anni. Invece «si continua con questa propaganda» che finisce per presentare i giornali «come coloro che continuano a mungere risorse pubbliche».