Stangata per i commercianti Presto l’incontro con Diodati
PESCARA. La Tari, la tassa sui rifiuti urbani, interessa 60mila pescaresi tra utenze domestiche (40mila) e attività produttive (20mila). Come si evince dalle tabelle distribuite dal Comune, aumenti...
PESCARA. La Tari, la tassa sui rifiuti urbani, interessa 60mila pescaresi tra utenze domestiche (40mila) e attività produttive (20mila). Come si evince dalle tabelle distribuite dal Comune, aumenti contenuti hanno interessato quest’anno alcuni commercianti che si sono visti aumentare l’importo dei bollettini dallo 0,3 fino a un massimo del 4,8 per cento. Nessuna protesta eclatante, come rendono noto i rappresentanti delle associazioni di categoria, che tuttavia nei prossimi giorni incontreranno l’assessore ai Tributi Giuliano Diodati per fare il punto su una serie di questioni e affrontare anche il nodo della Tari. Oggi, invece, nella commissione Vigilanza presieduta dal consigliere Carlo Masci, una delegazione di commercianti discuterà del problema della rottamazione delle cartelle esattoriali. In generale tra le attività produttive con le aliquote più alte della Tari troviamo discoteche e night club, attestate a un +4,8 per cento rispetto al 2016, seguite a uno scaglione più basso (+3,5 per cento) da case di cura e riposo, alberghi con e senza ristorante. Per ospedali, esposizioni e autosaloni la tassa sale di un +3,3 per cento così come per gli ipermercati di generi misti (+3,05 per cento). Non se la passano bene nemmeno gli stabilimenti, fermi a un +2,84 per cento. (y.g.)

