Stangata sui rifiuti Sette fratellini scrivono al sindaco

Per pagare una bolletta della Tari da 633 euro una famiglia ha detto addio alle vacanze ma c’è chi rinuncia a ben altro
MONTESILVANO. Si può rinunciare alle vacanze per pagare la supertassa sui rifiuti? A chiederselo sono sette fratelli, che dopo aver archiviato l’idea di poter trascorrere qualche giorno sulla neve con mamma e papà, hanno deciso di prendere carta e penna per scrivere al sindaco Maragno.
Loro sono Eva, Stefano, Dalila, Rebecca, Daniele, Luca e Marta. In realtà Marta è appena nata, e non le importa nulla della questione. Ma in casa c’è anche lei, e i fratelli giurano che se fosse grande come loro avrebbe certamente molto da dire. Il punto è che i sette fratelli abitano con i genitori a Montesilvano e costituiscono il modello perfetto della famiglia numerosa tartassata dal nuovo calcolo sulla tassa dei rifiuti e, in generale, dal carico tributario che si è abbattuto in città come in tutti gli altri Comuni d’Italia che si sono visti tagliare i trasferimenti dallo Stato e ridurre al lumicino le risorse per assicurare servizi, alleviare la pressione fiscale.
«Caro sindaco», scrivono i sette fratelli, «ci rivolgiamo a lei perché è come se noi fossimo un po' anche figli suoi; e poi perché papà ci ha detto che, prima di essere eletto, lei ha promesso di aiutare le famiglie e noi siamo una famiglia… anche bella grossa!». Il problema potrebbe apparire irrilevante e persino un po’ fuorviante in un periodo in cui sono numerose le famiglie che non hanno di che sfamarsi, figurarsi poi a permettersi un periodo di vacanze in montagna. Ma tant’è. «A gennaio» scrivono i sette fratelli «non andremo sulla neve, come facciamo di solito, perché pochi giorni fa è arrivata la Tari. Quando papà ce l'ha detto, pensavamo che Tari fosse una lontana parente straniera ed eravamo contenti. Ma quando ci ha spiegato che la Tari non è una zia ma la tassa che l' anno scorso si chiamava Tarsu, e che in fondo è la bolletta della "monnezza", la cosa non ci è piaciuta per niente».
La famiglia deve pagare 633 euro perché abita in un appartamento di 120 metri quadrati, ma soprattutto perché in casa sono numerosi e, da quest'anno, più rifiuti si producono e più si paga. «Noi lo abbiamo trovato strano» proseguono i sette fratelli «visto che per le altre bollette il Comune ci fa un piccolo sconto proprio perché siamo tanti. Conosciamo altre famiglie numerose come noi e questa lettera la scriviamo anche per loro, perché sappiamo che nelle famiglie come le nostre le spese vanno programmate e che se noi non andremo in montagna, tanti altri dovranno rinunciare a cose molto più importante per vivere. E poi ci dicono che c'è la crisi economica e che la gente non compra, non esce, non spende… ma come facciamo se quello che potevamo spendere se lo prende tutto il Comune?».
Per fortuna, il caso di questa famiglia è diverso. «Noi» scrivono al sindaco, «non soffriamo affatto la fame e non ci manca assolutamente nulla; eppure, con questa nuova forma di tassazione, a rimetterci sono proprio le famiglie, e non solo quelle numerose, ma tutte!». Da quando è arrivata la bolletta della Tari, scrivono ancora nella lettera, «la mamma ha detto che la raccolta differenziata non la vuole fare più a queste condizioni e che per quello che dobbiamo pagare, si aspetterebbe che qualcuno venisse a prendersi i rifiuti con un elicottero, magari ci lasciasse anche un regalino! Caro signor sindaco, aspettiamo da lei una risposta, un consiglio, un aiuto, un incoraggiamento… veda lei! A noi bambini tante chiacchiere non interessano: per la gita in montagna possiamo farcene una ragione, ma speriamo di non dover rinunciare anche alla gita di primavera!».
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