Stangata sui terreni dei paesi ex montani Scatta la rivolta

L’imposta cambia sul filo della scadenza fissata al 16 dicembre A Penne previsto un incasso di 203mila euro, a Popoli 50mila
PENNE. Il Governo Renzi ridisegna la geografia delle aree disagiate e i proprietari dei terreni agricoli dovranno prepararsi a una stangata natalizia. Con una decisione unilaterale il Governo centrale ha infatti stabilito il pagamento dell'Imu sui terreni agricoli per i comuni al di sotto dei 600 metri d’altezza. Tra i comuni del pescarese quello di Penne è quello che dovrà sborsare l’importo più elevato, ben 322 ma euro circa.
La nuova tassa, che dovrà esser versata entro il prossimo 16 dicembre, è frutto di un decreto interministeriale che ha ridisegnato i confini delle cosiddette aree svantaggiate dove, finora, c’era l’esenzione Imu per i terreni agricoli. Nelle nuove disposizioni contenute nel decreto, che porta la data del 28 novembre, ossia oltre due mesi dopo la determinazione delle aliquote delle imposte, viene preso in considerazione il solo parametro dell’altimetria per classificare i vari comuni.
Fino a 280 metri sul livello del mare tutti i terreni agricoli dovranno pagare l’imposta, in quelli tra 281 a 600 metri saranno esentati esclusivamente i terreni dei coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali di cui all’art. 1 del D. Lgs.vo n° 99/2004, iscritti nella previdenza agricola, ancorché concessi in comodato o in affitto ad altri soggetti aventi la medesima qualifica professionale. Sopra i 600 metri, invece, saranno tutti esentati.
Oltre a quelli di Penne, anche i proprietari dei terreni agricoli di Manoppello dovranno versare una cifra importante, ben 203 mila euro, mentre per quelli di Città Sant'Angelo l’Imu sugli appezzamenti agricoli si aggirerà complessivamente sui 137 mila euro. Molto meglio è andata ai contribuenti del comune di Popoli, retto da Concezio Galli, chiamati a pagare 50 mila euro.
I comuni, soprattutto quelli chiamati a riscuotere cifre importanti dai propri contribuenti proprietari di terreni agricoli, hanno contestato fortemente la scelta del Governo e hanno quasi tutti avviato azioni per cercare di bloccare o quantomeno modificare l'inaspettato decreto interministeriale. «A causa di un decreto dell'ultim'ora e totalmente inatteso, i cittadini di Penne saranno costretti a pagare l’Imu sui terreni agricoli. Si tratta di un provvedimento iniquo e vessatorio di cui il nostro comune sta subendo i pesanti effetti insieme a tanti altri nelle sue stesse condizioni. Abbiamo già contattato l'Anci per spingere il Governo ad adottare opportune misure rettificative», ha fatto sapere il sindaco di Penne Rocco D'Alfonso. L'Anci ha intanto detto la sua sulla vicenda tramite un comunicato. «Tutto ciò», si legge nella nota dell'associazione Comuni italiani, «provocherà effetti che potrebbero risultare insostenibili, sia per i possessori di terreni, mai inclusi finora nell’imposta immobiliare, sia sui bilanci dei Comuni. Gli importi saranno subito decurtati, mentre il recupero di quelle cifre attraverso i pagamenti Imu entro la fine dell’anno sarà quanto mai improbabile, a causa dei tempi strettissimi per l'informazione dovuta ai contribuenti non più esenti». Insomma se per i proprietari dei terreni c’è in vista una stangata, per gli enti comunali è elevato il rischio default, considerata anche la forte diminuzione dei trasferimenti erariali per la decurtazione del fondo di solidarietà.
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