Stato d’emergenza, la Regione ci riprova

Riattivata la piattaforma telematica riservata alle richieste dei Comuni. È la stessa già bocciata per la grandinata di luglio
PESCARA. Dopo il no allo stato d’emergenza per la grandinata devastante del 10 luglio scorso la Regione ci riprova per i danni del maltempo alla costa abruzzese. E lo fa riattivando la piattaforma telematica che raccoglierà le richieste dei Comuni interessati. L’annuncio è stato dato ieri pomeriggio a Pescara durante una riunione nella sede regionale di piazza Unione a cui il governatore Marco Marsilio ha convocato i primi cittadini, e non solo loro. Si è parlato di danni alle infrastrutture pubbliche da perorare a Roma. Ma intanto è stata anche annunciata l’erogazione di fondi per scongiurare rischi per la pubblica incolumità. Una somma di cui però non c’è ancora copertura finanziaria. Si tratta di 3 milioni e mezzo di euro di fondi regionali per l’emergenza maltempo a cui si aggiunge la richiesta del riconoscimento dello stato di calamità naturale votata ieri dalla giunta. L’emergenza riguarda le mareggiate lungo la costa teramana, quella pescarese sino al tratto più a Sud del Chietino.
«La volontà dell’amministrazione regionale», dice il presidente Marsilio presente all’incontro con il sottosegretario Umberto D’Annuntiis, «è quella di coinvolgere gli amministratori locali per avere un riscontro diretto e una stima precisa dei danni che sono stati causati dalla mareggiata. La Regione cercherà di far fronte a questi problemi stando accanto ai sindaci ed affrontando con loro le problematiche che da troppo tempo erano ferme sul tavolo della discussione. L’obiettivo è quello di cominciare a programmare interventi concreti per combattere il fenomeno dell’erosione».
Per Lorenzo Sospiri, presidente del Consiglio regionale: «La situazione è grave e richiede interventi immediati, tempestivi e mirati. Le mareggiate hanno devastato la costa che, nelle attuali condizioni, non può affrontare la stagione invernale che, tradizionalmente, in Abruzzo ha sempre causato danni all’arenile. Ciò significa», prosegue, «che occorre realizzare ora opere di protezione per creare una barriera all’avanzata del mare generata dalle correnti, proteggendo quelle attività che già oggi si ritrovano con l’acqua sotto le fondamenta. Domani (oggi, ndr), in Consiglio regionale, porteremo il primo provvedimento per lo stanziamento immediato di 1 milione e mezzo di euro per fronteggiare i primi danni; nel frattempo la giunta regionale ha dato il via libera all’erogazione di 2 milioni di euro in somma urgenza e soprattutto ha richiesto il riconoscimento dello stato di calamità naturale».
All’incontro hanno partecipato i dirigenti regionali che dovranno mettere nero su bianco le richieste di somma urgenza, primo fra tutti Silvio Liberatore, capo della Protezione Civile regionale, ma c’erano anche gli assessori Nicola Campitelli e Piero Fioretti, diversi consiglieri regionali e due parlamentari, Nazario Pagano (Forza Italia) e Gabriella Di Girolamo (M5S).

