Stato di calamità, Marsilio scrive al presidente Conte

12 Luglio 2019

È il primo atto per cercare di ottenere il via libera ai fondi per Comuni e privati Solo il premier può garantire i rimborsi. Pressing di Pagano, D’Alfonso e Torto

PESCARA. Tra le richieste di risarcimenti e il via libera ai fondi c’è una firma, quella di Giuseppe Conte. Al quale il governatore, Marco Marsilio, ha subito scritto perché solo il premier può decidere se concedere o no all’Abruzzo lo Stato di calamità nazionale, grazie al quale sarà possibile rimborsare gli abruzzesi. Il testo è questo: «In data odierna, 10 luglio 2019, si stanno verificando su diversi comuni del territorio regionale fortissime raffiche di vento associate a trombe d’aria, forti piogge ed eccezionali grandinate. La struttura di Protezione civile regionale si è immediatamente attivata ai fini di garantire adeguato supporto alle amministrazioni locali interessate, per fronteggiare la fase emergenziale tuttora in corso e per una prima ricognizione finalizzata ad una valutazione speditiva dello scenario di danno. La presente quale comunicazione propedeutica ad una successiva eventuale richiesta di dichiarazione dello Stato di emergenza nazionale qualora ne ricorrano le condizioni. Cordiali saluti», firmato: il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio. Che ieri mattina ha partecipato alla riunione tecnica del Centro operativo comunale (Coc) di Pescara, che si è svolta in municipio. Erano presenti il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, l'assessore alla sanità Nicoletta Verì, il deputato leghista Giuseppe Bellachioma, i sindaci dei Comuni che hanno attivato il Coc, i presidenti delle Province, i tecnici regionali della Protezione civile e del Dipartimento regionale governo del territorio, con il direttore Pierpaolo Pescara.
«Con i sindaci e i presidenti delle quattro province stiamo lavorando in queste ore per comporre una prima stima dei danni che interessano il patrimonio pubblico e privato, l'agricoltura e le attività produttive», ha detto Marsilio. «Siamo convinti che il Governo riconoscerà l'eccezionalità dell'evento calamitoso. Vigileremo, poi, affinché i fondi siano erogati con celerità, senza ripetere l'esperienza del gennaio 2017, i cui indennizzi (202 milioni totali) sono stati accreditati (62 milioni) dopo due anni». Marsilio ha deciso di coinvolgere le altre regioni adriatiche colpite dal maltempo, dall'Emilia Romagna alla Puglia. «Il fronte è ampio», ha sottolineato, «e questo testimonia la gravità e l'eccezionalità dell'evento che non è stato localizzato solo in un punto, bensì interessa un territorio molto vasto della penisola. Il maltempo ha lasciato danni ovunque. Credo che il Governo non avrà difficoltà a riconoscere lo stato di emergenza. Sarei meravigliato del contrario».
A invocare la concessione dello stato di calamità sono scesi in campo i parlamentari abruzzesi Nazario Pagano (Forza Italia), Luciano D’Alfonso (Pd) e Daniela Torto (M5S), intervenuti nelle rispettive Camere. Così come è significativa la presenza ieri a Pescara del senatore della Lega, Alberto Bagnai. Tutto è utile per fare pressione sul governo.