Stato di crisi per i pescatori di sarde e alici

La presidente della cooperativa, Carla Massetti, scrive a Imprudente: «Servono aiuti alla marineria»
MARTINSICURO . Stato di crisi per gli operatori impegnati nella pesca di sarde e alici. A lanciare l’allarme è la società cooperativa Organizzazione Produttori Abruzzo Pesca, in una nota rivolta al vice presidente della Regione Abruzzo e assessore Emanuele Imprudente. La presidente della cooperativa, Carla Massetti, nel richiamare l’attenzione sull’attività svolta, precisa che Abruzzo Pesca è l’unica organizzazione di produttori riconosciuta in Abruzzo. Massetti precisa che la crisi delle catture e la diminuzione degli stock ittici del pesce azzurro ha visto il proliferare di decreti e piani pluriennali con cui si sta tentando di non disperdere il capitale umano che fa impresa. «Ma nel corso degli ultimi anni queste tipologie di pesca hanno dovuto registrare un notevole decremento del numero delle imbarcazioni, a causa della difficoltà di produrre reddito d’impresa», afferma la presidente.
Attualmente nel compartimento di Pescara risultano iscritte solo 5 imbarcazioni abruzzesi. Secondo la cooperativa le aziende non riuscirebbero più a reggere la drastica riduzione delle giornate di pesca per il “fermo sarda e alici” stabilita per decreto. Tra l’altro i pescherecci non possono svolgere attività per più di 20 giornate al mese, e non possono eccedere le 180 giornate di pesca nell’anno solare, con un massimo di 144 giorni di pesca di sardine o con un massimo di 144 giorni di pesca di acciughe. E per gli anni a venire, almeno fino al 2021, è prevista un’ulteriore graduale riduzione. Massetti ricorda che bisogna fare i conti anche con le avversità meteo marine che si trasformano in riduzione dei mesi di lavoro e di occupazione per il personale a carico dell’armatore. L’altro grande tema è quello dell’esclusione dall’opportunità di una piccola quota di tonno rosso per i pescherecci abruzzesi. Una specie che oggi abbonda in Adriatico grazie alla grande campagna di sostenibilità messa in campo per la specie dalla Iccat e dall’Unione Europea. Infatti il tonno rosso è soggetto a quota con catture contingentate. Provvedimenti che avrebbero portato degli svantaggi con l’aumento di tonni in Adriatico che rappresenta un grande ostacolo all’attività di pesca, in quanto i tonni che per nutrirsi disperdono i banchi di pesce azzurro e generano anche gravi danni alle reti dei pescherecci, troppo piccole per sopportare il peso di specie con pezzature fino a 200 o 300 chilogrammi.
L’organizzazione dei produttori Abruzzo Pesca chiede alla Regione di valutare aiuti in de minimis da concedere alle imbarcazioni che attualmente esercitano la pesca dei piccoli pelagici. Inoltre la cooperativa avverte che in Europa ci sarebbe la volontà di ridurre ulteriormente i giorni e le unità da pesca: «Sarebbe la morte commerciale del settore», conclude Massetti.
Alfonso Aloisi

