Stazione, dopo 28 anni chiude la libreria

10 Gennaio 2022

La famiglia Forconi smantella dall’atrio lo storico spazio aperto nel 1994 dalla Clua: «Con il Covid perdite fino all’80%»

PESCARA. I viaggiatori di Pescara dicono addio alla libreria della stazione centrale. Ha chiuso i battenti ieri, dopo 7 anni di gestione da parte della famiglia Forconi, il punto vendita Rusconi al piano terra della stazione del capoluogo adriatico. Un punto di passaggio e di attesa che, in realtà, era a disposizione di pendolari e turisti da 28 anni dal momento che, in quel locale, si sono succedute diverse librerie a partire dal 1994, quando la prima aprì sotto il marchio Clua (Cooperativa libraria universitaria abruzzese). Ora, invece, lo spazio verrà definitivamente smantellato, soprattutto a causa della pandemia. Ad annunciarlo è stato ieri il titolare Marco Forconi che, insieme al padre Umberto, forte dell’esperienza trentennale nel settore, e con all’attivo già il punto vendita di via Milano (chiuso nel 2016), il 9 dicembre 2014 aveva rilevato la libreria, portandola avanti con successo fino all’arrivo del Covid.
«Prima della pandemia l’attività andava benissimo», ricorda Forconi. «Poi da marzo 2020 siamo entrati in un loop perverso, fatto di lockdown, treni cancellati, passeggeri che hanno ridotto i loro viaggi, smart working che ha diminuito il numero dei pendolari. All’inevitabile situazione sanitaria, poi, si sono aggiunte anche le restrizioni nazionali, in alcuni periodi forse troppo eccessive, e una politica aziendale, da parte delle Ferrovie, molto stringente. Nel primo periodo siamo arrivati a registrare anche perdite dell’80 per cento del fatturato, poi siamo risaliti, ma comunque aggirandoci sempre intorno al 50 per cento di perdita. Una flessione troppo importante per continuare a reggere l’attività».
Se per la stazione è un addio alla libreria, non lo è per Marco Forconi che ha scelto di trasferire l’attività a Montesilvano, dove aprirà a metà febbraio, a pochi passi dal municipio dove riveste la carica di consigliere comunale. «Ho deciso di andare a Montesilvano», rivela, «perché gli affitti sono più bassi, c’è un bel potenziale di lettori e di clienti già fedeli e, soprattutto, ho scelto l'angolo tra piazza Diaz e via Roma perché è una zona che presto tornerà ad essere il vero centro della città». (a.l.)