Stella Maris, il progetto fa litigare i candidati

21 Maggio 2019

De Martinis replica a Fidanza sulla destinazione al sociale dell’ex colonia marina Panichella (M5s): «La struttura ha bisogno di un piano per ottenere i fondi europei»

MONTESILVANO. L'affidamento “last minute” dell’ex colonia Stella Maris era necessario per «non rischiare di perdere un finanziamento di 570.000 euro». Così il candidato sindaco della Lega, Ottavio De Martinis, risponde alle critiche per il bando, in scadenza oggi alle ore 13, che vuole trasformare l'ex colonia in una struttura dedicata al sociale.
E ricorda che l'amministrazione comunale aveva chiesto alla Regione Abruzzo, senza successo, di prorogare il termine di scadenza dell’avviso pubblico “Agorà – Abruzzo” a cui si è risposto per avere i finanziamenti. La replica è in particolare al candidato del centrosinistra Enzo Fidanza che aveva dichiarato: «Negli ultimi 45 giorni di consiliatura non si possono adottare misure se non atti urgenti e improrogabili». Fidanza aveva poi chiesto spiegazioni sul perché il vice sindaco uscente non avesse mai parlato di questo progetto durante le tante occasioni elettorali. Ad aver sorpreso un po' tutti in città, in realtà, è la destinazione dello storico edificio a forma di aereoplano, e su questo De Martinis ha attaccato la stampa colpevole di aver enfatizzato che andrà ad ospitare "migranti e rom".
«Nel merito del progetto», spiega De Martinis «si è chiesto alla Provincia, che ha prontamente aderito, l’utilizzo della parte retrostante dello “Stella Maris” per l’attivazione di un’Agenzia per l’inclusione che potesse attivare percorsi di formazione, di inserimento lavorativo e di incubazione d’impresa per i cittadini dell’intera provincia di Pescara, mutuando e, mi permetto di dire, “migliorando” l’idea progettuale della “Piazza dei Mestieri” di Torino».
Ma il bando parla chiaro: la Stella Maris sarà destinata a «soggetti con fragilità sociale» e ai servizi potranno accedere solo gli utenti dei servizi sociali di tutti gli ambiti regionali. Per questo ieri, a margine dell'appuntamento che il Movimento 5 Stelle ha organizzato con l'europarlamentare Rosa D'Amato per spiegare perché i Comuni italiani, «e del sud in particolare», non riescano ad intercettare fondi europei, il candidato sindaco Raffaele Panichella ha dato una spiegazione diversa: «Sono sicuro che non avesse idea di questo progetto, e adesso cerca di arrampicarsi sugli specchi. Onestamente della sua spiegazione durante l'ultimo confronto non ho capito una parola». Panichella è convinto che la Stella Maris abbia bisogno prima di tutto di un progetto, grazie al quale ottenere i finanziamenti. «In altri paesi non torna un centesimo indietro dei fondi europei, noi ne spendiamo solo il 15%», ricorda. «I fondi europei si chiamano così ma sono soldi nostri, che noi mettiamo a disposizione e poi non usiamo. È una cassaforte aperta, ma senza progetti la prende qualcuno più bravo di noi».
Quel qualcuno è la Polonia, il primo beneficiario europeo, con l'Italia che segue al secondo posto molto distaccato: il nostro paese è poi, anche quando ottiene i fondi strutturali, tra gli ultimi paesi per l'utilizzo dei soldi ricevuti. Il candidato pentastellato ha già preso l'impegno di usare le risorse dello staff del sindaco per aprire uno Sportello Europa con persone specializzate. Bocciato l'Ufficio Europa Area Metropolitana (Ueam) il servizio intercomunale (partecipano anche Spoltore e Pescara) creato «solo nell'ultimo anno: uno sportello praticamente fantasma, che non ha prodotto alcun risultato tangibile».