Stellantis, dalla Regione arriva l’altolà

25 Agosto 2024

Magnacca fa da apripista a Marsilio e chiede un segnale concreto al Ceo Tavares sul futuro dello stabilimento di Atessa

ATESSA. Il ministro Adolfo Urso è furioso. Governo e Stellantis ormai sono ai ferri corti. E dalla Regione Abruzzo parte l’altolà al Ceo, Carlos Tavares.
«Sono troppe e allarmanti le voci che si rincorrono sulle sorti dello stabilimento ex Sevel di Atessa e i segnali che arrivano non sono certo confortanti nonostante le rassicurazioni che si erano avute sulla cessazione della cassa di integrazione in questo mese di agosto». A dichiararlo è l’assessore alle Attività produttive, Tiziana Magnacca, che apre la strada al governatore, Marco Marsilio, pronto a dire la sua. Lo farà.
DOCCIA FREDDA.
Sono bastati meno di tre mesi per stravolgere lo scenario e il futuro dell’Automotive in Abruzzo che finora ha rappresentato la voce più felice dell’export e del Pil della regione. «Spina dorsale dell'industria e dell'economia abruzzese» l’ha definito il presidente della Regione, «una vocazione che dobbiamo far emergere più di quanto non sia accaduto nel passato». Ma c’è una pietra d’inciampo: «Oggi dobbiamo purtroppo constatare che l’utilizzo degli ammortizzatori sociali da parte di Stellantis è diventato ad oltranza. Un procedere a passo d’uomo», incalza l’assessore Magnacca, «segno di poca chiarezza da parte del gruppo presieduto da Tavares dal quale ci aspetteremmo di ascoltare annunci concreti e certi sul futuro del plant della Val di Sangro». Che finora sono rimasti solo sulla carta. Non è così?
L’APRIPISTA.
La Regione per la prima volta esce allo scoperto, attende un segnale e dice che: «L’attuale situazione necessita di un tempestivo chiarimento, atteso che confusione e disinformazione non aiutano l’immagine commerciale dell’azienda, che pure ha il suo valore, ma soprattutto la tranquillità dei lavoratori, dei fornitori e delle loro famiglie», rimarca l’assessore alle Attività Produttive che, come si diceva, ha dato lo spunto al suo dominus di intervenire in prima persona, già nei prossimi giorni, magari ricordando all’amministratore delegato, Carlos Tavares, la promessa fatta all’Abruzzo a fine maggio 2024, smentita poi dai fatti.
DA URSO IN POI.
Facciamo un passo indietro nel recente passato. Era il 10 maggio scorso quando Urso parlò nella prima delle due giornate dell’Innovation Automotive Forum, che si stava svolgendo nel Padiglione Espositivo Foro Boario della Camera di Commercio di Chieti-Pescara, ed era organizzato dal Polo Innovazione Automotive in collaborazione con la Regione Abruzzo.
«L’Abruzzo è una regione centrale della produzione automotive e il modello Atessa è un esempio in Italia e in Europa», le parole del ministro delle Imprese e del Made in Italy che puntava a rilanciare il tavolo dell'Automotive «per giungere nel nostro Paese a produrre un milione e 400mila veicoli fra auto e mezzi commerciali, di cui Stellantis può farsi sicuramente carico, con l'obiettivo, condiviso dal Governo, di realizzare un milione di veicoli».
Ma lo stesso giorno, intervenendo al forum, Marsilio aveva lanciato un monito: «C'è un quadro fosco nei dintorni», avvertiva il presidente, «che ha portato alla desertificazione di gran parte del patrimonio industriale italiano, con fabbriche di auto che oggi quasi non producono più veicoli. Per questo, sul tema dell’innovazione dobbiamo fare un’attenta riflessione insieme al Polo dell'innovazione dell'Automotive e al ministro Urso con cui stiamo lavorando. Vogliamo esercitare fino in fondo questo ruolo di leadership che l'Abruzzo ha assunto e quindi intendiamo far conoscere all'Europa, all'Italia, agli attori protagonisti, alle industrie, ai rappresentanti delle istituzioni europee, che questo quadro di incertezza che sta attraversando il settore dell'automotive può essere sciolto. E l’Abruzzo può dire molto grazie anche ai suoi centri di ricerca».
BOTTA E RISPOSTA.
Così dicendo, quel giorno a Chieti, il governatore aveva rilanciato la sua offerta di collaborazione a Tavares, concretizzata soprattutto con grandi investimenti della Regione nelle infrastrutture ferroviarie.
E il Ceo di Stellantis, a fine maggio, durante un tavolo con i sindacati a Torino, aveva colto al volo l’assist che gli era arrivato dall’Abruzzo: «L'azienda intende realizzare l'obiettivo produttivo di un milione di veicoli e per Atessa ci sarebbero prospettive anche oltre il 2030», assicurava Tavares.
Evviva, si disse meno di tre mesi fa in Abruzzo.
NON ERA CASSANDRA.
Ma l’epilogo di questi grandi amori è tutto in questa frase di pochi giorni fa del sindacato: «Quella di Stellantis non è una semplice crisi di mercato, ma una strategia ben precisa avviata nel 2019 con la realizzazione dello stabilimento polacco». E non sono parole di Cassandra ma del segretario generale di Fiom Chieti, Alfredo Fegatelli, all'indomani dell'annuncio dell'azienda dei furgoni commerciali leggeri di ulteriore cassa integrazione, dal 16 al 22 settembre. Chissà che cosa direbbe oggi Sergio Marchionne, genio dimenticato.