Stellantis, un milione di mezzi: nel piano c’è l’ex Sevel di Atessa

Vertice con governatori e il ministro Urso. Marsilio chiede di rilanciare la politica degli incentivi
ATESSA. «L'obiettivo di 1 milione di veicoli da produrre in Italia include sia le auto sia i veicoli commerciali leggeri». Lo ha ribadito Carlos Tavares a margine dell'incontro con il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso e i sindacati che è servito per porre le basi di un accordo sulla transizione energetica tra governo e Stellantis la cui firma potrebbe arrivare entro Ferragosto.
Una osservazione, quella di Tavares, che trascina l'Abruzzo direttamente al centro delle trattative tra il sesto gruppo mondiale dei motori e il governo grazie alla presenza dello stabilimento Stellantis Europe Atessa, il più grande d'Europa per la produzione di veicoli commerciali leggeri. E aver sottolineato che nel milione di veicoli elettrici ci sono, di diritto, anche i furgoni made in Val di Sangro, per l'Abruzzo significa principalmente due cose: che lo stabilimento ex Sevel, con le sue performance e i suoi numeri, è considerato nevralgico all'interno di casa Stellantis e che si può parlare di futuro. «Tra la fine del 2023 e l'inizio 2024 - ha rimarcato Tavares - si potrà avere l'inversione di tendenza, con un ritorno alla crescita della produzione in Italia, dopo anni di flessione». E ieri, proprio in ottica accordo sulla transizione energetica si è svolto un nuovo incontro tra il ministro Urso con i presidenti e i rappresentati delle Regioni italiane sede degli stabilimenti Stellantis che ha visto la presenza dei governatori della Basilicata, Vito Bardi, del Piemonte, Alberto Cirio, dell'Abruzzo, Marco Marsilio, e del Molise, Francesco Roberti.
Urso ha illustrato il piano del governo: realizzare un cronoprogramma per arrivare a un milione di veicoli prodotti in Italia; aumentare investimenti in ricerca e sviluppo; individuare modelli innovativi da produrre negli stabilimenti italiani e siglare un patto per salvaguardare la filiera italiana a fronte della transizione green. Urso e Tavares in questi giorni hanno concordato di lavorare insieme per invertire nei prossimi due anni il calo dei volumi di auto prodotte in Italia, un trend negativo che dura da vent'anni. Nel 2022 le auto prodotte nel Paese sono state 473.000. Ma il top manager ha posto delle condizioni: «Serve l'impegno del governo a sostenere l'acquisto di veicoli a basse emissioni da parte della classe media e a non mettere regole che impediscono la mobilità privata».
Il riferimento è agli incentivi. «In molti paesi europei come Germania e Italia appena si fermano gli incentivi, gli ordini per auto Ev crollano», ha sottolineato, aggiungendo che ad imbrigliare il mercato sono anche «le normative che riducono gli accessi delle auto nei centri urbani e in alcune grandi città: non si può essere "autofobici" e non è una questione solo italiana» ha detto Tavares. Anche i governatori hanno promesso un lavoro di squadra. Marsilio da parte sua ha sollecitato una «adeguata attenzione per l'Abruzzo».
«Se verranno introdotte politiche di incentivazione e sostegno alla produzione - ha detto al ministro Urso - queste includeranno finalmente anche i furgoni e i veicoli leggeri prodotti negli stabilimenti di Atessa. Lo stesso dicasi per gli investimenti nella tecnologia innovativa e la transizione all'elettrico, con l'obiettivo di proteggere e salvaguardare l'intera filiera produttiva del territorio».
Marsilio ha affermato di «essere ottimista, poiché il lavoro che il ministro Urso e il governo Meloni stanno portando avanti è indubbiamente molto importante e molto utile anche per il futuro dell'industria metalmeccanica nella nostra regione». Intanto per Stellantis parlano i numeri: il gruppo archivia un semestre brillante sui ricavi netti che si attestano 98,4 miliardi di euro, in crescita del 12% rispetto al primo semestre del 2022, grazie soprattutto alle maggiori consegne. L’utile netto raggiunge i 10,9 miliardi, segnando una forte crescita del 37%. In aumento anche il flusso di cassa che si attesta a 8,7 miliardi (+3,3 miliardi). E sui furgoni commerciali leggeri, che sono sempre stati la punta di diamante degli stabilimenti Stellantis in Italia, la produzione ha raggiunto nel primo semestre quota 114.760 unità (+ 11,5% rispetto al 2022), nonostante i 39 turni saltati nel primo trimestre a causa della mancanza di materiale di fornitura. Una congiuntura, quest'ultima, che, come ha annunciato il ceo portoghese, sarà finalmente superata a settembre. «La situazione sui semiconduttori sta tornando completamente alla normalità. La produzione di chip è regolare - ha annunciato Tavares - Nel primo semestre è aumentata dell'11% rispetto allo scorso anno. Per la fine di agosto torneremo ai livelli normali. Il 95% dei fornitori ha la situazione sotto controllo. Sono rimaste situazioni marginali di criticità».
E che le cose andassero meglio lo si era visto anche dal susseguirsi, ormai da settimane, degli straordinari in uno stabilimento in pieno fermento produttivo. Anche sabato e domenica Stellantis Europe Atessa sarà impegnata con extra, sabato al turno B e domenica al C e da qualche giorno sono entrati, e ci resteranno fino a settembre, 160 ragazzi, per sopperire alle esigenze produttive di questi giorni.
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