Stipendi bassi, i vigili incrociano le braccia

9 Dicembre 2017

Oggi quattro ore di sciopero anche in Abruzzo indette dal Conapo, il sindacato autonomo dei pompieri

CHIETI . Sono sempre presenti, ovunque ci sia bisogno di loro: terremoti, alluvioni, incendi, incidenti. Ora chiedono attenzione alla politica, affinché si ricordi di loro, e inserisca nella legge di bilancio risorse per equiparare i loro stipendi e le loro pensioni a quelle degli altri Corpi dello Stato.
Sono i Vigili del Fuoco, che anche in Abruzzo aderiscono oggi allo sciopero nazionale di quattro ore, dalle 9 alle 13, proclamato dal Conapo, il sindacato autonomo che da tempo ha sollevato il caso delle retribuzioni e delle pensioni, comparandole con gli appartenenti alle Forze di Polizia. Rispetto a loro i pompieri «percepiscono 300 euro in meno ogni mese e sono penalizzati anche dal punto di vista previdenziale». Lo sciopero rappresenta, spiega il Conapo, un modo per inviare al Governo il forte segnale del loro malessere, ma anche per chiedere maggiore attenzione al personale in divisa per quanto riguarda il contratto di lavoro e il riordino delle carriere perché, secondo il Conapo, «bisogna differenziare chi indossa una divisa e chi fa l’impiegato pubblico. Rischiamo la vita come e più degli appartenenti agli altri Corpi dello Stato», sottolineano i rappresentanti del primo sindacato autonomo dei Vigili del Fuoco,«e siamo impiegati nei servizi di pronto intervento dal giorno dell'assunzione sino al giorno della pensione, un servizio operativo che non ha eguali nello Stato, eppure», spiega Giuseppe Giampaglione , segretario provinciale del Conapo di Chieti, « siamo il Corpo più bistrattato dallo Stato, nonostante mettiamo costantemente a disposizione, come e più degli altri corpi, la nostra vita per la sicurezza dei cittadini».
Alla base della protesta anche la cronica carenza di organico determinata dai tagli alle assunzioni. Per il Conapo, «in Italia mancano circa 3 mila vigili del fuoco, rispetto ai 32 mila previsti. Il piano di assunzioni straordinarie inserito dal governo nella legge di bilancio ne recupera 1300 nei prossimi 5 anni, è una bella inversione di tendenza rispetto ai tagli del passato, ma ha la grave criticità di rimandare il grosso delle assunzioni troppo al futuro. Infatti, per il 2018 prevede solo 50 assunzioni aggiuntive al turnover in tutta Italia, troppo poche per pensare di far fronte alle nuove emergenze dovute ai cambiamenti climatici, ai ripetuti terremoti, alle alluvioni, ma anche agli incendi, specie dopo la soppressione del Corpo Forestale dello Stato».