Stipendi dei politici, aumenti in Comune

Pescara si adegua alla legge che stabilisce incrementi delle retribuzioni. Masci: «È un riconoscimento del nostro lavoro»
PESCARA. Scattano le nuove indennità per i politici del Comune. Ieri, il segretario generale dell’ente Carla Monaco ha firmato un provvedimento che stabilisce aumenti di stipendio per il sindaco, il vice sindaco, gli assessori e il presidente del consiglio comunale. Anche il Comune di Pescara si adegua così alla Legge di bilancio del 30 dicembre 2021 con cui il governo ha stabilito un aumento delle retribuzioni per gli amministratori dei Comuni italiani. In pratica, recita l’articolo uno della legge, «a decorrere dall’anno 2024, l’indennità di funzione dei sindaci metropolitani e dei sindaci dei Comuni ubicati nelle Regioni a statuto ordinario è parametrata al trattamento economico complessivo dei presidenti delle Regioni».
Ma gli adeguamenti partono già da quest’anno. Ecco come cambieranno le retribuzioni per gli amministratori. Il sindaco Carlo Masci passa già da quest’anno da 5.205 euro lordi mensili a 7.831 euro lordi. Poi, nel 2023, lo stipendio lordo mensile salirà a 9.173 euro, per poi toccare nel 2024 gli 11.040 euro, sempre lordi.
Il vice sindaco Gianni Santilli, che ha un’indennità pari al 75 per cento rispetto a quella del sindaco, riceverà da quest’anno 5.873 euro lordi mensili; dal primo gennaio 2023, 6.879 euro lordi; e nel 2024, 8.280 euro.
Incrementi sono previsti anche per gli assessori che hanno uno stipendio pari al 60 per cento rispetto a quella del sindaco: 4.698 euro lordi, da quest’anno; 5.503 euro, dal 2023; 6.624 euro, dal 2024. Stessi stipendi e stessi aumenti per il presidente del consiglio comunale Marcello Antonelli.
Ecco un commento del sindaco. «A Pescara non abbiamo ancora attuato questo provvedimento che però è in vigore dall’inizio dell’anno», ha spiegato Masci, «forse verrà attuato da questo mese, le indennità di gennaio e febbraio sono rimaste le stesse. Sinceramente non mi sono preoccupato di vedere quale sarà l’aumento». «Comunque faccio presente», ha affermato, «che oggi un sindaco per l’impegno che mette, per la responsabilità che ha, per le emergenze continue che ci sono, rispetto a tutte le altre figure della politica dovrebbe avere un’indennità sicuramente più alta. Ma chi decide di fare il sindaco non lo fa per l’indennità, lo fa per passione altrimenti non lo farebbe. Lo stipendio dei sindaci, rispetto a quelli di altre figure politiche non corrisponde all’impegno, alla responsabilità e alle fatiche. Poi i professionisti che devono rinunciare all’indennità in quel periodo per fare gli amministratori non hanno nemmeno un riconoscimento pensionistico per quel periodo. Evidentemente il governo ha riconosciuto che le indennità dei sindaci non erano adeguato all’impegno».

