Stipendi, ecco cosa cambia: gli aumenti in busta paga fino a 1.430 euro all’anno

22 Ottobre 2023

Nuova Irpef e taglio del cuneo fiscale, tutte le categorie che avranno benefìci La manovra approvata dal Consiglio dei ministri vale 25 miliardi di euro

Aumenti, in busta paga, fino a 1.430 euro l'anno. Nella manovra 2024 approvata dal Consiglio dei ministri il 16 ottobre scorso, che vale 25 miliardi, circa dieci miliardi sono destinati al rinnovo, per il prossimo anno, del taglio del cuneo fiscale e contributivo. Con due percentuali differenti: il 7% per i redditi fino a 25 mila euro e i 6% per i redditi fino a 35 mila euro. Una misura a cui si aggiunge la riforma delle aliquote Irpef, con l’accorpamento dei primi due scaglioni, quello fino a 15mila e quello tra 15 e 28mila. Ad entrambi verrà applicata l’aliquota prevista fino a oggi per i redditi più bassi, ovvero il 23%. A conti fatti, il beneficio netto nelle buste paga degli italiani sarà di circa 1.000 euro l'anno, l’equivalente degli 80 euro del governo Renzi, con un'oscillazione a seconda dello scaglione di reddito del lavoratore. Ecco alcuni esempi di calcolo delle nuove buste paga.
LA NUOVA IRPEF
Dopo le ultime modifiche apportate con il decreto Lavoro del 1° maggio 2023, l’aliquota contributiva a carico del lavoratore è stata ridotta dal 9,19% al 2,19% per i redditi fino a 25mila euro e al 3,19% per i redditi fino a 35 mila euro. Tale riduzione, in vigore fino al 31 dicembre 2023, è stata confermata anche per il 2024: quella da 7 punti si applica ai lavoratori dipendenti con una retribuzione lorda mensile pari a massimo 1.923 euro, mentre la riduzione di 6 punti vale per le retribuzioni fino a 2.692 euro lordi. Il tutto per tredici mensilità, equivalente a un reddito lordo annuo di 25 e di 35 mila euro. L'accorpamento dei primi due scaglioni interessa tutti i contribuenti al di sopra dei 15mila euro di reddito, anche se per i redditi sopra i 50mila euro il beneficio viene per ora "congelato". Combinandosi con il taglio del cuneo fiscale, l’effetto dell’abbassamento dell’aliquota Irpef risulta leggermente potenziato, in quanto si applica su una base imponibile incrementata appunto dal taglio del cuneo, che non interessa i redditi al di sopra dei 35mila euro. La combinazione del taglio del cuneo con l’abbassamento dell’aliquota Irpef dal 25 al 23% per il secondo scaglione di reddito, produce un effetto migliorativo sulla busta paga mensile che varia dai 60 euro circa, per i redditi di 15mila euro, a un massimo di poco più di 100 euro per i redditi di 35 mila euro, sempre prendendo in considerazione 13 mensilità. Al di sopra di questa soglia, si riduce a una ventina di euro per 13 mensilità, ad esclusione dei redditi superiori a 50 mila euro.
LAVORATORI DIPENDENTI
Qualche esempio sulla base del nuovo meccanismo: a godere di più dei benefìci della nuova misura saranno i lavoratori che guadagnano poco meno di 29mila euro lordi l’anno, e cioè 2.200 euro lordi al mese: a loro, infatti, va l’aumento massimo in busta paga di questa misura, ovvero 110 euro netti circa in più al mese. Si tratta di circa 1.430-1.440 euro in più all’anno. Cifra che scende a circa 1.346 euro totali, poco più di 103 euro netti al mese per 13 mensilità, per chi raggiunge la soglia dei 30mila euro lordi all’anno. I redditi da lavoro dipendente compresi tra i 40 e i 50 mila euro dovranno, invece, accontentarsi di un aumento di soli 260 euro totali, ovvero circa 20 euro al mese. I redditi inferiori ai 15 mila euro, infine, non vedranno alcun cambiamento. Lo stesso vale per i redditi che superano i 50 mila euro l'anno lordi e che per il 2024 non potranno beneficiare della misura.
AUTONOMI E PENSIONATI
Per i pensionati e gli autonomi il beneficio arriverà solo dall’accorpamento dei primi due scaglioni Irpef e, dunque, dal risparmio del 2%. Gli autonomi e i pensionati con redditi tra i 30 e i 50 mila euro si troveranno in tasca 260 euro in più al mese, cifra che si abbassa a 100 euro circa per i redditi di 20 mila euro.