Stipendi negati, in 10 si licenziano Stop alla colonia per i bambini

2 Giugno 2016

L’azienda del sociale in 16 comuni in Val Pescara è indebitata: dipendenti senza soldi da novembre Il commissario scrive a sindaci e prefetto: «Non ci sono più risorse, costretto a bloccare l’assistenza»

PESCARA. I dipendenti sono senza stipendio da 6 mesi e in 10 hanno scelto di licenziarsi; disabili e anziani di 16 comuni della Val Pescara rischiano di ritrovarsi senza assistenza a partire dal prossimo 1° luglio; i bambini degli stessi paesi dovranno rinunciare alla colonia al mare. È una crisi senza fine quella dell’azienda speciale Maiella e Morrone, un ente pubblico travolto dai debiti con un buco di 3 milioni di euro verso Equitalia. Adesso, non sono più soltanto i dipendenti a pagare i danni di una gestione senza controllo andata avanti per anni e anni nel disinteresse della politica: ora che una soluzione ai debiti non si riesce a trovare, anche i cittadini iniziano a subirne le conseguenze. L’azienda speciale va verso il baratro e trascina con sé quelli che con la crisi non c’entrano niente.

Senza soldi. Da oltre un anno, i dipendenti che assicurano i servizi sociali ricevono gli stipendi a singhiozzo: nei mesi scorsi, complici le proteste dei lavoratori sotto la sede della Regione in viale Bovio, i pagamenti sono stati più assidui ma una quota di arretrato è rimasta sempre. Adesso, le mensilità in sospeso sono tornate a crescere: l’ultimo stipendio percepito è quello di novembre scorso.

Licenziamenti. Una decina di dipendenti si è licenziata: lavorare senza essere pagati per mesi è insopportabile, ancora di più se in un ente pubblico. Altri lavoratori hanno presentato decreti ingiuntivi per ottenere i loro soldi.

Stop ai servizi? Nel frattempo, l’azienda speciale – ente di proprietà della Comunità montana Montagne Pescaresi (ex Maiella e Morrone) – è stata messa in liquidazione. Il commissario liquidatore Danilo Di Costanzo ha scritto ai sindaci e al prefetto di Pescara Francesco Provolo per annunciare che il 30 giugno prossimo bloccherà l’assistenza: non ci sono fondi per pagare i dipendenti, ha scritto il liquidatore, e non ci sono le condizioni per garantire i servizi sociali. Un allarme che ha svegliato gli amministratori: per lunedì prossimo alle 10,30, nella sede dell’azienda speciale ad Alanno, è stata convocata una riunione tra Di Costanzo, Cinzia De Santis, commissaria liquidatore della Comunità montana, e i rappresentanti dei sindacati Sandro Cacciatore e Sabrina Pelaccia per la Fials, Monica De Thomasis per la Uil e Patrizia Trebini per la Cgil. Si discuterà dei prossimi passi per cercare di evitare la paralisi dell’assistenza, un’eventualità che getterebbe le famiglie in mezzo a una strada.

Servizi a due coop? I sindacati hanno già proposto l’affidamento dei servizi sociali e dei servizi amministrativi a due cooperative per un periodo di due mesi attraverso la procedura del cottimo fiduciario in attesa di una gara d’appalto per l’assegnazione definitiva. Ma se la Comunità montana non si metterà subito in moto insieme ai sindaci, il pericolo di uno stop è reale.

Bambini senza mare. Gli ultimi beffati sono i bambini: l’azienda speciale ha scritto una lettera ai Comuni per informarli che, quest’anno, non sarà in grado di garantire la colonia marina proprio perché non c’è certezza che le attività proseguano anche dopo il 30 giugno. E i Comuni, adesso, hanno solo un mese per cercare un’alternativa e non è detto che ci riescano.

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