Stipendi tagliati, diffida alla Camera di Commercio

La Cisl contesta il piano di recupero di 800mila euro nei confronti del personale Becci: «Percorso obbligato, ma abbiamo ridotto l’importo. Aperti al confronto»
PESCARA. Il piano di recupero promosso dalla Camera di Commercio nei confronti del personale per oltre 800mila euro, a causa di un errato utilizzo del fondo per le risorse decentrate, è una operazione «necessaria e ineludibile» ma l'ente «non sarà mai contro i dipendenti, di cui riconosce l’indiscussa professionalità». Il presidente della Camera di Commercio di Pescara Daniele Becci, designato alla presidenza dell’ente che nascerà dalla fusione delle Camere di Commercio di Pescara e Chieti, risponde così alla polemica sollevata dalla Cisl Fp nel momento in cui si è saputo del piano di recupero, adottato a seguito di un’ispezione del ministero dell'Economia e delle Finanze. E mentre Becci spiega il suo punto di vista, il sindacato annuncia di aver promosso una diffida, partita da Chieti, per evitare che il piano di recupero pesi anche sui 55 dipendenti della Camera di commercio teatina, in vista dell’imminente unione tra i due enti, considerato che non hanno mai ricevuto le somme contestate.
«Il piano di recupero che interesserà il personale dirigente (per 118.403 euro) e non dirigente (per 707.517 euro) rappresenta un percorso obbligato», attacca Becci. «Solo grazie all’opera di moderazione svolta dalla nostra struttura si è ottenuto dal ministero di ridurre drasticamente gli importi rispetto alla previsione iniziale, con l’esclusione di ogni forma di recupero diretto di somme nei confronti di singoli lavoratori, per cui il rimborso sarà correlato a minori erogazioni future». Dal recupero non si sfugge, fa notare Becci, essendo stato imposto dal ministero (per errori che risalgono al periodo 2001-2011) e «con l’annualità 2015 sarà esaurito il rientro rispetto alle posizioni dirigenziali mentre per il personale non dirigente il percorso avrà superato il 50% nell’anno corrente». Becci annuncia che garantirà «comportamenti consoni a corrette relazioni sindacali e non saranno gli atti amministrativi “dovuti” ad ostacolare lo spirito dell’attuale amministrazione, che continuerà a confrontarsi e a valutare con i sindacati le possibili iniziative che potranno essere assunte nell’interesse del personale e delle imprese».
La Cisl Fp, con il segretario Vincenzo Mennucci, annuncia che la questione sarà affrontata in due incontri: il primo aprile, quando il sindacato è stato convocato per la contrattazione del salario accessorio, e l’8 aprile, quando si terrà un’assemblea unitaria del personale delle due Camere di commercio, al Foro Boario di Chieti Scalo. «Il piano di rientro», sostiene la Cisl, «dev’essere sostenibile e non deve incidere sui lavoratori ma su chi ha commesso errori». Intanto qualcuno si sta già attivando, attraverso la Cisl, per valutare possibili azioni legali.
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