«Sto male: è Covid o influenza?» Cento telefonate al 118 ogni ora

Il numero d’emergenza preso d’assalto dai cittadini che temono per la salute e chiedono informazioni Gli operatori: «Rivolgetevi ai medici di base, non sottraete spazio alle chiamate per vite in pericolo»
PESCARA. Fino a 100 chiamate ogni ora. Oltre 2800 telefonate a settimana, i picchi soprattutto di mattina, tra le 8 e le 14. I centralini del 118 sono presi d'assalto dai cittadini che contattano il numero di emergenza della Asl di Pescara non solo per richiedere il trasporto in ospedale del paziente in caso di patologie più o meno gravi, ma soprattutto per conoscere il proprio stato di salute ai tempi della pandemia e vicini alla stagione influenzale con i vaccini che tardano ad arrivare.
La domanda ricorrente agli operatori di centrale è: ho febbre e mal di gola, ho l'influenza o il coronavirus? Tanti altri chiedono dove e come fare i tamponi. Gli infermieri al centralino del 118 sono sempre più sotto pressione «perché costretti a fare i consulenti Covid sottraendo tempo prezioso alle chiamate a rischio vita», è l'allarme lanciato dal coordinatore infermieristico del 118 Enrico Di Sigismondo che analizza l'attuale situazione: «La gente vuole essere rassicurata sulla sintomatologia, vuole sapere che sta bene e non è stata contagiata. Il timore di aver contratto il virus nel periodo in cui crescono i casi di influenza, genera ancora più paura. Possiamo però tranquillizzare la popolazione sul fatto che l'ospedale è sicuro e chi ha patologie gravi non deve rinunciare a curarsi per timore dei contagi. Riceviamo 2.800 chiamate a settimana, circa, ma erano 3.500 nella prima tornata di marzo. Negli ultimi giorni stiamo risalendo in maniera esponenziale di un centinaio al giorno, molti chiamano per prenotare i tamponi ma per questo servizio ci sono strutture idonee. Se continuiamo con questi numeri, dovremo aumentare il personale alla centrale operativa, però ciò vorrebbe dire che dal lockdown non abbiamo imparato nulla. I pazienti devono rivolgersi ai propri medici di base e seguire le loro indicazioni», conclude Di Sigismondo.
E' anche vero che ai numeri verdi di emergenza regionali Covid 800595459 e 800556600 una voce ti mette in attesa per interminabili minuti e non risponde mai nessuno. A questo giro di boa, oltre agli anziani in difficoltà, sono tante le persone più giovani, anche 50enni, che compongono il numero di emergenza per cercare aiuto. I ricoveri in Rianimazione stanno aumentando, il pronto soccorso è in quotidiano affanno con centinaia di accessi.
La Asl di Pescara, diretta dal manager Vincenzo Ciamponi che nei giorni scorsi ha rassicurato sulla tenuta del sistema sanitario pronto a fronteggiare entrambe le emergenze, ha aumentato di un centinaio di unità gli organici di medici e infermieri e raddoppiato il numero delle ambulanze Covid. Ora sono due, operative anche di notte e utilizzate in supporto al Covid day hospital di via Paolini per i trasporti, le dimissioni e i trasferimenti da un ospedale all'altro dei pazienti contagiati. In appoggio alle medicalizzate del 118, grande lavoro anche per le ambulanze di Misericordia e Croce Rossa. «Stanno riaumentando i casi Covid, ma oggi siamo più preparati rispetto ai mesi scorsi», assicura Paola Toppi, governatore della Misericordia, 6mila interventi l'anno, 300 al mese, due mezzi che lavorano h24 sul territorio pescarese con 30 operatori, tra dipendenti e volontari, «il numero degli interventi quotidiani è sempre alto, almeno una decina di casi. Il pronto soccorso che durante il lockdown si era svuotato per timore dei contagi, oggi si sta riaffollando. La gente chiede l'ambulanza anche per un semplice mal di pancia o piccoli traumi gestibili fuori dal pronto soccorso che deve restare per le emergenze». Gli operatori soccorrono i malati «protetti con tute, visiere, guanti mascherine Ffp2 e Ffp3, queste ultime dal costo di 35 euro acquistate con i nostri fondi, che però non bastano mai», poiché ogni intervento è una incognita. «Ci sono sempre i casi sospetti, ci è di grande aiuto il lavoro degli operatori del 118 che formulano le giuste domande agli utenti, fondamentale per capire la percentuale di rischio», scandisce Toppi, «tre nostri operatori sono finiti in quarantena per sospetto Covid negli ultimi tempi, ma sono tornati al lavoro dopo i risultati negativi dei tamponi». Il governatore della Misericordia lancia un appello ai pazienti e ai loro familiari che aspettano l'ambulanza a casa: «Indossate le mascherine quando arriviamo, per la vostra e la nostra sicurezza».
Il rammarico è che «notiamo», sottolinea Toppi, «la crescente fragilità emotiva delle persone, soprattutto gli anziani a cui si velano gli occhi quando vengono portati via con il borsone degli indumenti preparato dalle famiglie che non possono accompagnarli in corsia nel rispetto dei protocolli anti Covid. Soffrono perché capiscono che resteranno soli in ospedale».
Tre ambulanze (una di recente acquisizione) della Croce Rossa, diretta da Gianluca Desiderio, operative sul territorio dalle 8 alle 20. Il presidente rivela il «crescente successo dell'iniziativa "Cri per te" e il grande lavoro degli oltre 20 volontari impegnati nella consegna a domicilio di spesa e farmaci ai pazienti in quarantena, ma anche a persone anziane e affette da patologie croniche e immunodepressi».
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