Stop a Blue Whale, gioco mortale Ecco come difendere i ragazzi

A San Giovanni Teatino si terrà mercoledì il primo incontro pubblico sollecitato dai genitori Un vademecum per gli adolescenti adescati su internet da una sfida che può indurre al suicidio
SAN GIOVANNI TEATINO. Un vademecum per insegnare ai ragazzi a non farsi attrarre nella trappola della Balena blu, il mostro assassino che spunta fuori dal web attraverso computer, tablet e smartphone e può condurre al suicidio gli adolescenti.
"Blue Whale Challenge. Cosa stiamo rischiando? Conoscere per prevenire", è il tema di un incontro informativo, aperto a tutta la cittadinanza, che coinvomge doirettamente i ragazzi delle scuole i San Giovanni Teatino. L’appuntamento è per mercoledì prossimo, alle 17, nella sala consiliare. All’iniziativa, promossa dal sindaco Luciano Marinucci, parteciperanno l'ingegner Gianmarco Placido, direttore tecnico della Polizia Postale e delle Comunicazioni d’Abruzzo e la psicologa Lorella Di Nicola. Nei giorni scorsi, diversi genitori ganno chiesto aiuto, preoccupati per la crescita esponenziale del fenomeno Blue Whale, il macabro gioco che avrebbe spinto al suicidio più di 130 adolescenti in tutto il mondo, di recente approdato in Italia, con casi segnalati anche a Pescara. Le mamme e i papà di bambini e ragazzi a rischio di finire nel vortice di disperazione e violenza della Balena Blu hanno sollecitato al sindaco un’assemblea per dare informazioni sulle modalità di approccio e sulle sfide che la Blue Whale chiede alle sue vittime. Il gioco si chiude con il suicidio del giocatore. Obiettivo dell’incontro è fornire strumenti per capire il fenomeno e per saperlo prevenire. Il Blue Whale challenge consiste nell’affidare la propria vita a un misterioso tutor incontrato in rete, che avvicina le sue potenziali vittime sui social network, e nell’accettare per 50 giorni 50 sfide, come alzarsi alle 4,20 o passare l’intera giornata a vedere film horror, stendersi sui binari di notte. E poi atti di autolesionismo, parlare su Skype con un altro fan della Balena, fino all’ultima sfida, che è salire su un palazzo e buttarsi di sotto, nel giorno e all’ora che il tutor ha stabilito e comunicato al giocatore. Il Blue Whale coinvolge i giovanissimi, da 9 a 17 anni, che frequentano i social, adolescenti con le fragilità tipiche della loro età.
L’inventore del gioco del suicidio è un criminale russo di 22 anni, studente di psicologia, con gravissimi problemi mentali, che quando è stato arrestato ha dichiarato di non essere pentito perché i ragazzi adescati sarebbero felici di morire in quanto scarti biologici non utili alla società. «Giocare con le fragilità degli adolescenti è un atto odioso e criminale» commenta Marinucci. «Siamo da sempre attenti come amministrazione a mettere in campo strumenti a difesa delle fasce più deboli della popolazione. Va in questa direzione l'incontro con la Polizia Postale e con la psicologa, per evitare che non ci si accorga di quello che succede ai nostri figli».
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