Stop a nuove antenne per cellulari Il Comune sospende l’installazione

2 Dicembre 2019

PESCARA. Le commissioni Ambiente e Attività produttive del Comune, riunite nei giorni scorsi in seduta congiunta, hanno chiesto al sindaco, alla giunta e agli uffici tecnici di sospendere qualunque...

PESCARA. Le commissioni Ambiente e Attività produttive del Comune, riunite nei giorni scorsi in seduta congiunta, hanno chiesto al sindaco, alla giunta e agli uffici tecnici di sospendere qualunque autorizzazione per l’installazione di nuove antenne per la telefonia, in attesa dell’esito dello studio aggiornato da cui emergerà il reale fabbisogno della città in merito alla copertura degli impianti sul territorio.
Nel frattempo, si dovrà procedere con un’indagine immediata per verificare l’installazione, denunciata dai comitati «Stop-5G», di cinque antenne con tecnologia 5G che, secondo l’Arta, sono per ora non a norma e andrebbero smontate. Procedura che dovrebbe far partire proprio il Comune. È quanto deciso durante la riunione congiunta delle due commissioni presiedute, rispettivamente, da Ivo Petrelli e Fabrizio Rapposelli. Sono stati ascoltati i comitati cittadini, l’assessore all’ambiente Isabella Del Trecco e il dirigente Aldo Cicconetti.
«La situazione che abbiamo ereditato dalla precedente amministrazione», hanno detto i due presidenti, «è sicuramente caotica e confusa, tanto che ad oggi neanche il dirigente intervenuto è stato in grado di dire quante sono eventualmente le richieste di nuove installazioni già presentate, quante sono in attesa, né ha potuto fornire informazioni circa la situazione dei 5G. Sicuramente, tale condizione di caos non ha tranquillizzato i cittadini che, di fatto, si sentono soli in questa battaglia».
«Nel 2017», hanno spiegato Petrelli e Rapposelli, «la precedente amministrazione ha affidato alla società Polab l’incarico, per 39mila euro, di redigere il Piano del fabbisogno delle antenne, ovvero lo studio di quanti impianti a oggi sono già attivi e se quelli esistenti riescono o meno a garantire la necessaria copertura di tutto il territorio, giustificando il diniego di ulteriori autorizzazioni o se, al contrario, bisogna installare nuove antenne. Lo studio della Polab è stato riconsegnato dopo un anno, a maggio 2018, ma la passata amministrazione non lo ha mai portato in consiglio comunale per l’approvazione e di fatto è rimasto chiuso in un cassetto. E oggi quello stesso Piano è divenuto parzialmente vecchio perché, nel frattempo, è spuntata la tecnologia 5G che, addirittura, richiederebbe l’installazione di un’antenna ogni quattro pali della luce. Per questa ragione gli uffici hanno dato mandato, sempre alla Polab, di aggiornare quello studio che dovrebbe essere riconsegnato a metà dicembre».
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