Stop a strade dissestate code e cantieri “eterni”

Dalla lungofiume Saline a via Prati, tra Montesilvano-Spoltore e Pescara, sale la protesta di residenti e automobilisti costretti a sopportare disagi senza fine
MONTESILVANO. Quando, per lavoro o per una qualsiasi altra necessità, ci si trova ad attraversare due città tra buche, cantieri “eterni”, strade colabrodo e prive di segnaletica, la routine quotidiana può trasformarsi in un inferno. È la denuncia che alcuni lettori hanno fatto giungere al Centro allegando anche una documentata testimonianza fotografica dei disagi. Se, infatti, dal lato montesilvanese vi sono diverse incompiute (è il caso della lungofiume Saline), non se la passa meglio Pescara, che è costellata di cantieri aperti e mai chiusi su strade quali, ad esempio, l’ultimo tratto di via Prati.
A Montesilvano, attraversare la strada lungofiume è una vera e propria impresa tra buche che in molti casi sono autentiche voragini, dislivelli tipo montagne russe, tra cunette e dossi a non finire disseminati sul nastro d’asfalto, assenza assoluta di marciapiedi e illuminazione. La lungofiume Saline è stata, in realtà, per un nuovo tratto asfaltata. Eppure, la strada è buia e per il momento impercorribile. «Il nuovo tratto di lungofiume» segnala un lettore «è stato asfaltato mesi fa. Mancano solo i lampioni della pubblica illuminazione»
Sul caso interviene l’assessore ai Lavori pubblici di Montesilvano, Valter Cozzi, il quale tiene a precisare che gli interventi sono stati appaltati dalla Provincia. «Noi», dice Cozzi, «ogni giorno, chiediamo di completare le opere il più presto possibile. La nuova strada, collegata al progetto dei tre ponti, dopo che tutti i lavori saranno ultimati, dovrebbe aprire entro la fine dell’anno». Altri, gravi disservizi arrivano in redazione. «Siamo stufi» si sfoga un residente costretto a percorrere strade congestionate a causa di cantieri fermi da mesi e senza uomini al lavoro. «Mi chiedo perché nessuno interviene, quali sono le ragioni per cui i lavori non vanno mai avanti, provocando continui disagi agli automobilisti con code chilometriche o lunghe deviazioni da percorrere».
In via Prati, direzione Spoltore, le opere sull’ultimo tratto di strada, dovevano essere terminate lo scorso marzo. Lo si apprende leggendo il cartello dei lavori, che tuttavia annota sullo stesso foglio proroghe a ripetizione. A tutt’oggi però il cantiere, senza nessun aggiornamento circa i tempi di riapertura della strada, va a rilento a discapito degli ignari automobilisti. La ciliegina sulla torta spunta sul nuovo tratto di via Prati. Anche qui, dopo una lunga interruzione dovuta al cedimento del terreno, i lavori sono dapprima ripartiti a ritmo forsennato, poi tutto è di nuovo scivolato nell’ordinaria paralisi. Fino a fermarsi del tutto.
«Dov’è il problema nell’aprire una strada nuova e finire la rotonda realizzata a metà del tracciato?» si chiedono le persone che ogni giorno sono costretti a fare i conti con questo disagio. La risposta arriva dal responsabile dei lavori, l’architetto Luciano Mancini, della Provincia di Pescara, il quale ha ammesso che i lavori hanno subìto dei rallentamenti dovuti alla realizzazione dei sottoservizi inizialmente non previsti e che durante l’esecuzione dei lavori si sono rivelati necessari. «Attualmente», afferma Mancini, «si stanno concludendo gli interventi di completamento della rotatoria per cui entro la fine dell’anno la strada sarà interamente riaperta al traffico veicolare».
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