Stop ai furti in casa: in Val Pescara scatta il controllo tra vicini

17 Settembre 2024

Parte da San Valentino il piano che coinvolge altri 9 comuni D’Angelo: ai cittadini si chiede di alzare il livello di attenzione

SAN VALENTINO. Segnalare passaggi di automobili o persone ritenute sospetti, rumori, allarmi. Sono alcuni dei compiti assegnati ai cittadini che fanno “controllo di vicinato”, progetto siglato dalla prefettura con i Comuni della Val Pescara che periodicamente affrontano battaglie contro i furti nelle abitazioni. L’attivazione del servizio di monitoraggio del territorio è partito a San Valentino in Abruzzo citeriore (ci sono stati almeno sei colpi nel giro di pochi mesi nel paese che ha fatto fronte comune con Scafa, Lettomanoppello, Popoli, Serramonacesca, Roccamorice, Salle, Sant'Eufemia, Abbateggio e Turrivalignani) dove nel corso di un incontro a palazzo Ammirati, sabato scorso, a cui hanno partecipato cittadini, amministratori e forze dell’ordine, è stato ufficializzato l’avvio dello strumento di prevenzione della criminalità che prevede il coinvolgimento dei residenti e la collaborazione con le forze dell’ordine, carabinieri, polizia e municipale.
Alla riunione, indetta dal sindaco Antonio D’Angelo col vice Lino Sciambra, erano presenti alcune vittime dei reati che faranno parte del nascente gruppo di controllo del vicinato. «Basta un solo episodio, un furto che è un atto predatorio, per creare un danno emotivo e psicologico molto forte nella persona che lo ha subito», analizzano sindaco e vice, «e a San Valentino ce ne sono stati almeno 5 o 6 negli ultimi mesi. Con questa iniziativa ci preme far sapere che l’amministrazione è vicina ai cittadini e che nel tempo si sviluppi la cultura della collaborazione con le forze dell’ordine e una maggiore sensibilizzazione alla sicurezza del territorio».
I cittadini non dovranno fare gli sceriffi ma tenere lo sguardo e gli orecchi puntati sul proprio vicinato e allertare carabinieri, o polizia, in caso di passaggi sospetti. Dopo l'incontro in Comune per mettere a punto i dettagli, il prossimo step sarà «individuare le figure di referente di zona e coordinatore generale» che saranno i soggetti mediatori tra la comunità e le forze di sicurezza.
D’Angelo annuncia che «abbiamo chiesto ai cittadini di nominare i propri referenti in tempi brevi per dare avvio al progetto di controllo di vicinato» e alle persone presenti alla riunione sono stati consegnati dei vademecum operativi.
Nel documento sono spiegati diritti e doveri di ogni cittadino appartenente ai gruppi di monitoraggio. «Fare controllo», si legge, «significa promuovere la sicurezza urbana attraverso la solidarietà tra i cittadini allo scopo di ridurre il verificarsi di reati contro la proprietà e le persone». Agli abitanti è richiesto di «alzare il livello di attenzione attraverso pochi passaggi, tra questi “far sapere” che essi sono attenti e consapevoli di ciò che accade intorno a loro. Infatti se i vicini lavorano insieme per ridurre l’appetibilità degli obiettivi, i furti e tanti reati occasionali potranno essere limitati».
Viene chiarito che «a nessuno vengono chiesti atti di coraggio, ronde, indagini, schedature» mentre è importante «prestare attenzione a chi passa per le strade, alle situazioni anomale che possono saltare all’occhio o generare apprensione o allarme» e segnalare, via telefono, sms, whatsapp, alle forze di polizia attraverso i referenti e i coordinatori, ciascuno per il suo compito».
Il gruppo di controllo del vicinato «non si sostituisce alle forze di polizia che hanno il compito esclusivo di fare repressione e cercare gli autori del reato». Pertanto il gruppo «non interviene attivamente in caso di reato, non effettua pattugliamenti, non si intromette nella sfera privata altrui».