Stop ai lavori della Giardini Il Pd: «Ora fondi a rischio»

PENNE. Il segretario del Pd di Penne, Andrea Vecchiotti, nutre parecchi dubbi sulla possibilità che l’amministrazione Semproni possa costruire in tempi utili la nuova sede dell’istituto Mario...
PENNE. Il segretario del Pd di Penne, Andrea Vecchiotti, nutre parecchi dubbi sulla possibilità che l’amministrazione Semproni possa costruire in tempi utili la nuova sede dell’istituto Mario Giardini in via Caselli, dopo aver abbattuto l’edificio esistente. Il timore è che dopo il recesso del contratto che legava l’ente vestino alla Corbo Group per la costruzione del nuovo edificio scolastico in via dei Lanaioli, gli studenti e il personale della Giardini debbano vivere ancora per molto tempo una situazione di precarietà della loro sede.
Dal 2016, infatti, l’istituto Giardini è ospitato all’interno dell’istituto Paratore. L’altroieri l’assessore all’edilizia scolastica Nunzio Campitelli ha comunicato il recesso dei contratti con la Corbo Group (appalto spigliato durante l’amministrazione Rocco D’Alfonso) per la costruzione della scuola in via dei Lanaioli.
«Quanto tempo ancora dovrà vivere in questo limbo, la scuola Giardini, attualmente ospitata nelle aule dell’istituto Paratore?», chiede Vecchiotti. «Ricordiamo che le iscrizioni risultano in forte diminuzione e la sistemazione degli studenti Giardini doveva essere momentanea. Abbiamo più volte chiesto in consiglio comunale, come gruppo Penne Vale, lumi sul futuro degli studenti e del personale della Giardini, ma non abbiamo mai ricevuto risposte concrete in merito», prosegue il segretario Pd. Il timore del segretario dei democratici vestini è che l’ente possa perdere anche il finanziamento di 725 mila euro ottenuto dalla passata amministrazione. «Per adesso dobbiamo constatare che in campo non c’è alcun finanziamento e non vi è alcun accenno al progetto della scuola in via Caselli. Probabilmente far politica con annunci su Facebook, senza dibattito e senza contraddittorio, permette di conquistare numerosi like. Chiediamo che la cittadinanza venga coinvolta ed informata su questa questione di vitale importanza», conclude Vecchiotti.
(f.bel.)
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