Stop al lavoro da casa Il rientro sarà graduale

26 Settembre 2021

Da venerdì 15 ottobre si torna in ufficio, ma il 10% non ha il pass verde

Stop al lavoro da casa per i dipendenti della pubblica amministrazione. Da venerdì 15 ottobre i lavoratori statali dovranno far rientro negli uffici dopo il lungo periodo di smart working scattato a marzo dell'anno scorso. Tuttavia il 10 per cento non ha ancora il Green pass diventato obbligatorio per accedere al posto di lavoro. Il decreto firmato dal presidente del Consiglio dei ministri fa di fatto cessare il lavoro agile come modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nella pubblica amministrazione.
Per Mario Draghi «è necessario superare la modalità di utilizzo del lavoro agile nel periodo emergenziale come una delle modalità ordinarie di svolgimento della prestazione lavorativa per consentire alle pubbliche amministrazioni di dare il massimo supporto alla ripresa delle attività produttive e alle famiglie, attraverso il ritorno al lavoro in presenza come modalità ordinaria della prestazione lavorativa».
Il ritorno degli statali in ufficio è ritenuto fondamentale dal Governo per sostenere cittadini e imprese nell'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Il cosiddetto smart working era scattato, in via del tutto sperimentale, nella prima fase dell'emergenza sanitaria come una delle modalità ordinarie di svolgimento della prestazione lavorativa nel pubblico impiego.
RIENTRO GRADUALE.
Il rientro in ufficio non sarà immediato, si legge nel dpcm, ma graduale e accompagnato da apposite indicazioni fornite a tutte le pubbliche amministrazioni con decreto del ministro per la Pubblica amministrazione nel rispetto della cornice delle misure di contrasto del fenomeno epidemiologico adottate dalle autorità competenti.
Una decisione che va di pari passo con «l'estensione della certificazione verde anche ai lavoratori del settore pubblico per incrementare l'efficacia delle misure di contrasto al fenomeno epidemiologico già adottate dalle amministrazioni pubbliche». Inoltre visto il “graduale, ma progressivo aumento del numero dei vaccinati anche tra la popolazione dei dipendenti pubblici sussistono le condizioni per un graduale rientro in presenza e in sicurezza dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni».
MA 320MILA SONO NO VAX.
I dati statistici che pervengono dalla struttura del Commissario straordinario all’emergenza sanitaria, il generale Francesco Figliuolo, «dimostrano che dei 3,2 milioni dipendenti pubblici, quelli non obbligati alla vaccinazione anti Covid19, escluso il personale sanitario, il personale dell'Istruzione e quello delle forze armate di polizia, sono 900mila di cui 583mila si sono già vaccinati. Per cui si stima che circa 320mila dipendenti pubblici (pari al 10 per cento dell'intera platea) non hanno aderito alla campagna di immunizzazione contro il virus con percentuali estremamente variabili tra una regione l’altra.
IL NODO GREEN PASS.
Fino a quando in smart working i lavoratori non sono tenuti all’obbligo del Green pass, ma il fatto di non avere la certificazione verde non dà il diritto certo a lavorare da casa. Inoltre restano da chiarire alcuni casi “limite” come l’accesso fisico di commercialisti o consulenti in genere nelle aziende pubbliche. Casi che riguardano anche il settore privato come i lavoratori individuali che necessitano del Green pass se svolgono attività a contatto con la clientela o devono accedere ai loro luoghi di lavoro o come i lavoratori che praticano co-working in spazi comuni. Un ulteriore problema riguarda i lavoratori che svolgono le prestazioni a domicilio di soggetti privati come elettricisti, idraulici, collaboratrici domestiche o badanti. Insomma i nodi da sciogliere restano ancora tanti. Per evitare il caos entro il 15 ottobre il legislatore dovrà adoperarsi per interventi di dettaglio e per l’aggiornamento della normativa sui certificati di esenzione.