Stop al palazzo di 5 piani nel parco di via Pasolini

3 Marzo 2017

La commissione approva un emendamento per salvare l’area verde dal cemento Ora il voto in consiglio, ma il progetto per ricostruire l’ex opificio rischia di saltare

PESCARA. Stop al cemento nel parco pubblico di via Pasolini. Lo ha deciso ieri la commissione Gestione del territorio presieduta da Ivano Martelli approvando, con 6 voti a favore, 3 contrari e un astenuto, un emendamento alla delibera sulla filanda che approderà lunedì prossimo in consiglio comunale.

La modifica al provvedimento blocca, di fatto, l’accordo di massima che l’amministrazione comunale aveva raggiunto con il costruttore di Montesilvano Raffaele Di Giovanni, proprietario del terreno di via Monte Bolza dove, il 24 aprile del 2015, è stato abbattuto il rudere dell’ex filanda Giammaria. L’accordo consentiva al Comune di venire in possesso di quell’area per poter ricostruire, con 1,3 milioni di euro stanziati dalla Regione, l’ex opificio per trasformarlo poi in una casa dei lavori femminili. In cambio, l’ente avrebbe ceduto all’imprenditore di Montesilvano un pezzo del parco di via Pasolini, consentendogli così di costruire un palazzo di 5 piani, con il trasferimento della cubatura prevista inizialmente in via Monte Bolza.

Ma la commissione ha detto no al cemento nel parco con un emendamento, che ora dovrà essere approvato dal consiglio di lunedì. La modifica, proposta dallo stesso assessore all’urbanistica Stefano Civitarese, stabilisce che la volumetria non può essere riversata su nessuna area destinata a verde pubblico e dà 60 giorni di tempo agli uffici tecnici per individuare un’altra area idonea dove poter realizzare il palazzo. Se non dovessero trovarne un’altra che possa soddisfare le esigenze del costruttore, salterebbe l’intero accordo per la filanda, la cui ricostruzione è fortemente voluta dal comitato composto da un gran numero di associazioni cittadine.

In parte soddisfatta l’opposizione che, comunque, continua a contestare l’ipotesi di rifare l’ex opificio spendendo i soldi pubblici stanziati dalla Regione. «La mobilitazione dei residenti di via Pasolini evidentemente ha sortito i suoi effetti con un clamoroso dietrofront dell’assessore», ha affermato Marcello Antonelli (Forza Italia), «questa è la vittoria della città . Se non sarà trovata un’area alternativa, la delibera sarà dichiarata morta». «La Regione», ha fatto notare Carlo Masci (Pescara futura), «non può decidere ciò che si deve fare a Pescara». «La soluzione ideale sarebbe quella di non costruire niente», ha osservato Erika Alessandrini (M5S). «Ma con questo emendamento si evitano ulteriori contrasti», ha concluso Piero Giampietro (Pd).

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