Stop al pronto soccorso affollato Un piano con i medici di base

24 Dicembre 2022

PESCARA. Rivolgersi al proprio medico curante, in caso di malore, prima di recarsi al pronto soccorso. È quanto emerso dal primo incontro tra i medici di famiglia e il direttore del Pronto soccorso,...

PESCARA. Rivolgersi al proprio medico curante, in caso di malore, prima di recarsi al pronto soccorso. È quanto emerso dal primo incontro tra i medici di famiglia e il direttore del Pronto soccorso, Tiziana Ferrara, che coi vertici Asl sta «approntando una serie di azioni per la riorganizzazione del servizio» comunica una nota della Asl. Presenti all'incontro il manager Asl Vincenzo Ciamponi; il direttore sanitario Antonio Caponetti; il direttore di presidio, Valterio Fortunato; il presidente dell’Ordine dei Medici, Maria Assunta Ceccagnoli; il dirigente medico Rosa Maria Di Biagio e Fabrizio Cedrone, dirigente di Epidemiologia. In rappresentanza dei medici di base, Silvio Basile, Nicola Grimaldi e Guido Cerolini Forlini. L'obiettivo è «creare un percorso di collaborazione con la medicina generale», e stabilire una strategia che ha lo scopo di ridurre i tempi di attesa al dipartimento di emergenza ospedaliero, che conta minimo 100 accessi al giorno, ma anche negli studi medici. Tra le «possibili soluzioni da adottare si è individuato l’utilizzo dei Percorsi diagnostici terapeutici assistenziali», riferisce la Asl, che equilibra il passaggio dall'emergenza ai reparti. «Il nostro appello ai pazienti» afferma Silvio Basile, responsabile regionale Smi, «è quello di cercare subito il contatto col proprio medico in caso di malore e non precipitarsi subito in pronto soccorso, che in questo modo, spesso, si intasa per situazioni che generano un allarme immediato, comprensibile certo, ma non sempre giustificato perché la patologia si può anche risolvere o regredire naturalmente». Che fare quando i malori si verificano nei giorni festivi e i medici non sono disponibili in studio? «Telefonata o messaggio, noi rispondiamo e richiamiamo. Spesso capita di lasciare le visite a metà in studio per rispondere alle emergenze, come spesso i contatti telefonici si trasformano in visita a domicilio». A gennaio la prossima riunione. (c.co.)