Stop al «superticket» ma non sarà per tutti L’ape social si fa rosa

Si lavora alla manovra. Verso la proroga della cedolare casa Verrà innalzata la soglia entro la quale i figli restano a carico
ROMA. Una riduzione graduale e, soprattutto, selettiva. Sarebbe questa la via che il governo sta studiando per tenere fede all'impegno di eliminare, nel prossimo triennio, il cosiddetto superticket mantenendo la misura sostenibile. Le risorse per la prossima manovra, infatti, restano limitate e le voci di copertura individuate finora - dai tagli di spesa alla fatturazione elettronica tra privati, passando per la rottamazione bis delle cartelle e delle liti, o per la web tax - sono già tutte impegnate per finanziare i tre pilastri della legge di Bilancio, decontribuzione per spingere l'occupazione giovanile, investimenti pubblici e privati e lotta alla povertà. A meno di non mettere mano alle tax expenditures - come suggerisce più di qualcuno in Parlamento - la coperta, insomma, rimane corta. E le misure ancora da finanziare moltissime. A partire, appunto dallo stop ai 10 euro a ricetta su diagnostica e specialistica applicato in molte Regioni (anche se con diverse gradazioni) che quando era stato attivato nel 2011 valeva 834 milioni. Sul piatto potrebbe esserci una riduzione di almeno il 10% di questa cifra, da modulare, però, in modo articolato, o eliminando il superticket su alcune tipologie di prestazione su cui oggi è applicato, oppure intervenendo sulle caratteristiche dei pazienti (ad esempio età, o patologia, o ancora fascia di reddito), in modo comunque da uniformare l'intervento che invece è diversificato da regione a regione. Possibile, se il lavoro tecnico non sarà ultimato, che la misura arrivi nel corso dell'iter parlamentare della legge di Bilancio mentre le Regioni, per voce del coordinatore degli assessori regionali alla sanità Antonio Saitta, chiedono di essere coinvolte nell'elaborazione della misura. Il testo base, invece, potrebbe già includere un'altra delle richieste arrivate dalla maggioranza, quella di fare qualcosa di più per le famiglie. Oltre ai 600 milioni per il nuovo reddito di inclusione (o all'interno di questo budget), il governo dovrebbe innalzare la soglia entro la quale i figli restano a carico dei genitori anche se lavorano. La soglia di reddito dei figli che consente ai genitori di usufruire comunque delle detrazioni è rimasta infatti quella vecchia fissata in lire, 5 milioni di lire tradotti in 2.840 euro, e potrebbe essere alzata attorno ai 4mila euro, cifra entro la quale rientrano ad esempio i lavoretti estivi o part time. La misura costerebbe poche decine di milioni e potrebbe essere potenziata quando si tratta di famiglie numerose. Sempre nel testo della manovra dovrebbe già comparire la proroga per la cedolare secca al 10% sugli affitti abitativi a canone concordato mentre è più incerto, perché molto costoso, il suo ampliamento agli affitti commerciali. Tra le novità dell'ultima ora potrebbe anche arrivare un ritocco ai requisiti per l'accesso all'Ape social che agevoli le donne.

