Stop all’abbattimento della Filanda Giammaria

31 Marzo 2015

Il Tar accoglie il ricorso d’urgenza presentato da cittadini e ambientalisti e sospende il provvedimento del Comune fino all’udienza del 9 aprile

PESCARA. Il destino della Filanda Giammaria resta appeso a un filo, che da ieri però è più solido dopo che il Tribunale amministrativo regionale ha disposto la provvisoria sospensione del provvedimento con cui il Comune di Pescara, il 31 marzo 2011, ha stipulato una convenzione urbanistica con la Rigel srl, comprese le successive integrazioni e modifiche. Insomma, stop al cantiere e all’abbattimento, per ora.

Il collegio dei giudici presiduto da Michele Eliantonio ha però fissato per il 9 aprile la camera di consiglio per trattare il caso. Proprio nei giorni scorsi, il Comune aveva rilasciato il permesso per costruire all’impresa, proprietaria del comparto, per realizzare un nuovo edificio, effetto delle recenti quattro sentenze del Tar che hanno annullato, di fatto, i vincoli sugli immobili storici e architettonici di Pescara.

La decisione del Comune ha scatenato le proteste dei comitati cittadini e degli ambientalisti, che si battono da anni per salvare l’edificio, definito un pezzo di storia della città. Di qui, il ricorso d’urgenza presentato da Fernando Caida Greco, Rosario Caida Greco e Paola Cafarelli, difesi dall’avvocato Loredana Di Giovanni Cervelli, e con l’intervento dell’associazione Italia Nostra onlus, pure rappresentata dall’avvocato Di Giovanni. I giudici amministrativi hanno dato ragione ai ricorrenti «considerato», si legge sul decreto, «che a una prima sommaria decisione, appaiono sussistere i presupposti per accogliere l’istanza cautelare urgente fino al più approfondito esame collegiale» del 9 aprile. I vari comitati a difesa dello storico edificio hanno già raccolto una petizione per salvare l’edificio che, secondo una proposta di Italia Nostra, potrebbe diventare un museo dei lavori femminili.