Stop all’abuso d’ufficio, il no dell’Anm

28 Gennaio 2024

D’Avolio (Associazione nazionale magistrati): «Così viene meno il controllo di legalità»

L’AQUILA. Riforme, Erma bifronte. Bene quelle che velocizzano i processi. Bocciata senza appello, invece, quella che cancella l’abuso d’ufficio. Si prende meno dei 5 minuti assegnati la pm Roberta D’Avolio, che improvvisa una “requisitoria” sulle principali novità del panorama giustizia. Come presidente distrettuale dell’Associazione nazionale magistrati, esamina i pro e i contro. «Desideriamo evidenziare le positive novità introdotte dalla riforma Cartabia per la velocizzazione dei procedimenti penali, ma allo stesso tempo solleviamo perplessità in ordine al disegno di legge che mira all’abrogazione secca del delitto di abuso d’ufficio. L’abolizione, da un lato, determinerebbe l’impunità anche per condotte ricomprese un tempo nell’alveo dell’interesse privato in atti d’ufficio e, dall’altro, comporterebbe un altissimo costo giuridico, insito nella revoca delle sentenze di condanna già divenute definitive. L’incriminazione della fattispecie dell’abuso d’ufficio», ricorda, «è congiunta in modo indissolubile al principio di legalità dell’azione amministrativa e l’abrogazione eliminerebbe il controllo di legalità dei giudici sull’azione della pubblica amministrazione. Si tratta di un controllo che trae a sua volta origine dal principio della separazione dei poteri, in virtù del quale è demandato al giudice il compito di garantire i diritti dei cittadini attraverso la verifica dell’attività amministrativa, specie quando essa interferisca con le libertà individuali fondamentali».
L’esponente dell’Anm interviene anche sui 4 tribunali prorogati, ma a rischio di soppressione. «Le numerose proroghe per Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto disposte all’indomani della riforma del 2012 sulla geografia giudiziaria, in assenza di contestuali previsioni di riaperture delle piante organiche e predisposizioni di mezzi e risorse, hanno determinato un vulnus nel buon funzionamento degli uffici giudiziari, con pesanti ricadute sui tempi della giustizia. Al di là delle scelte politiche che vorranno compiersi, sulle quali non intendiamo interferire, auspichiamo un intervento risolutivo che, superando il regime intermedio di proroga, dia certezze in un senso o nell’altro».(e.n.)