«Stop all’acquisto delle aree contaminate»

Bussi, il Forum dell’acqua e la Sinistra italiana bocciano l’operazione del Comune: troppi pericoli
BUSSI. La notte scorsa i responsabili del Forum H2O non hanno dormito per compilare ed inviare una nota al ministero dell'Ambiente, Regione e Comune di Bussi per invitare quest'ultimo a recedere dalla decisione di acquistare dalla Solvay al prezzo simbolico di un euro, le aree esterne al sito di interesse nazionale, le discariche 2A e2B, sulle quali insediare nuovi complessi industriali. La nota è stata spedita anche alla Corte dei conti e alla procura di Pescara. Per il Forum il passaggio di proprietà ai fini della reindustrializzazione è una procedura illegittima in quanto, secondo le vigenti normative, non è indispensabile che enti locali diventino proprietari dei terreni per passare alla bonifica, per la quale basta solo un’occupazione temporanea. E anche perché la proprietà di aree inquinate costituisce grandi rischi per la collettività. «Un pacco inquinato», lo definiscono le associazioni ambientaliste che stride con i vincoli imposti agli enti locali per l'acquisizione di immobili al patrimonio pubblico limitata esclusivamente agli immobili dichiarati «indispensabili».
Non è certo il caso di Bussi. «Da quanto abbiamo capito», si legge in una nota del Forum, «si vorrebbe far passare l'idea che per realizzare il progetto per la bonifica da 45 milioni di euro di fondi pubblici, ormai appaltato, sia necessario acquisire le aree. È paradossale che il ministero dell'Ambiente avalli uno «strappo alla regola» rispetto a politiche generali di dismissione del patrimonio pubblico imposte proprio dallo Stato consentendo l'esatto opposto, l'acquisizione da parte della collettività di discariche tra le più inquinate dell'intero Paese, per giunta da una multinazionale».
Il Forum H2O chiarisce anche che il Testo unico dell'ambiente prevede che «il privato non responsabile dell'inquinamento che si vede pulire il terreno di sua proprietà, in questo caso Solvay, deve rifondere il valore acquisito dal terreno, mentre il responsabile della contaminazione, che non è stato ancora identificato (la provincia di Pescara come denunciamo da tempo è inadempiente da 10 anni) dovrà rifondere invece i costi della bonifica». Sul caso interviene anche la Sinistra italiana con il segretario regionale Daniele Licheri e la responsabile nazionale Ambiente Paola Natalicchio per sostenere le preoccupazioni del Forum, «avendo, come unica forza politica», si legge nella loro nota, «segnalato da anni la pericolosità del provvedimento del sindaco (Salvatore Lagatta), purtroppo anche il Pd che sosteneva di essere contrario, poi in consiglio ha votato a favore insieme alla maggioranza. Ci attiveremo, ad ogni livello, per osteggiare questa e similari acquisizioni chiedendo che si parta con la bonifica senza nessun tipo di ricatto».
Walter Teti
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