Stop alla nuova scogliera contro l’inquinamento

13 Marzo 2017

Tramonta l’ipotesi di costruire un pennello perpendicolare al litorale per bloccare il deflusso del fiume. Rispunta il progetto delle barriere mobili

PESCARA. «Probabilmente, dovremo fare ricorso alle barriere mobili, perché la nuova scogliera non si può realizzare». La rivelazione è arrivata da Riccardo Padovano, consigliere incaricato dal sindaco di occuparsi del mare e dei problemi del porto. Una delega, simile a quelle assegnate agli assessori, che richiede un gran lavoro e, soprattutto, una buona dose di responsabilità.

Padovano si sta occupando da alcune settimane del progetto che dovrebbe risolvere, almeno temporaneamente, i problemi di inquinamento del mare. Progetto che prevede lo sfoltimento delle prime tre scogliere della riviera nord, partendo dal porto, e la costruzione di un pennello di circa 300 metri perpendicolare alla spiaggia, al confine delle concessioni La Capannina e la spiaggia libera. La proposta, messa a punto durante una riunione tra l’amministrazione comunale e i balneatori, è stata poi sottoposta al vaglio della Regione, disponibile a finanziare l’opera dal costo approssimativo di circa 400mila euro.

Ora è emerso che questo progetto non sarebbe attuabile e si sta ripiegando sulla vecchia proposta, presentata già lo scorso anno e poi subito archiviata, delle panne galleggianti da posizionare temporaneamente in acqua.

Si tratta di un sistema di barriere mobili galleggianti, simili a quelle utilizzate quando si verificano sversamenti di petrolio in mare, che sfruttando la leggerezza delle acque dolci, rispetto a quelle salate, dovrebbe convogliare il deflusso del fiume al largo della diga foranea, con l’obiettivo di ridurre i rischi di inquinamento del mare. Anche in questo caso il progetto, dal probabile costo di 400mila euro, dovrebbe essere finanziato dalla Regione.

L’anno scorso ad aprile, il progetto si bloccò per la difficoltà nel realizzarlo prima della stagione balneare. Ora rischia di accadere lo stesso. I tempi per una soluzione rapida al problema dell’inquinamento sono molto ristretti e si rischia anche quest’anno di non fare in tempo. Tra l’altro, questa sarebbe una soluzione temporanea, in attesa di far partire i lavori di apertura della diga foranea, già slittati da febbraio scorso al prossimo mese di settembre.

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