«Stop alla riapertura del Corso alle auto»

L’opposizione dice no al progetto del sindaco Santoro, La Capruccia: visione retrograda, così è più sicuro
POPOLI. Il sindaco di Popoli Terme, Dino Santoro, ventila la riapertura di corso Gramsci, dopo un ventennio di chiusura al traffico, e scoppia la polemica. L’opposizione, con in testa il consigliere di Popoli Democratica Alfredo La Capruccia, attacca: «Corso Gramsci rimanga chiuso, è più sicuro», e annuncia «la promozione di una raccolta firme per avviare una consultazione popolare» sull’argomento che da anni divide maggioranza e minoranza.
Giovedì scorso il sindaco Santoro ha chiamato a raccolta cittadini e operatori commerciali, nella sala Buozzi, per annunciare quella che ha definito una “sperimentazione” a beneficio dell’una e dell’altra categoria, ovvero la chiusura temporanea di via Mazzini intasata dai cantieri e la riapertura del parallelo corso Gramsci, come richiesto per anni dai negozianti che però, a causa delle varie crisi, chiudono uno dopo l'altro, per far defluire il traffico veicolare a senso unico «con orari e giorni lavorativi per via Mazzini e con isola pedonale in corso Gramsci nei festivi», come ha precisato in un post dopo la riunione.
L’ipotesi riapertura di corso Gramsci non piace all’opposizione: «Riteniamo la scelta sbagliata e figlia di una visione retrograda», dice La Capruccia, «solo transito e senza la possibilità di parcheggiare non porta benefici ai commercianti e non è sicura per le mamme che oggi lasciano i figli a giocare in quella striscia di 300 metri in centro. Non avendo il coraggio delle proprie scelte il sindaco, insieme a quegli amministratori che lo hanno affiancato, ha giustificato la riapertura del Corso con la necessità di chiudere via Mazzini al traffico a causa della presenza dei cantieri della ricostruzione post sisma. In realtà», continua La Capruccia, «la loro è una scelta che ritengono necessaria per poter rivitalizzare il centro del paese. Su questo noi siamo contrari e lo abbiamo espresso con l’intervento del consigliere Antonio Castricone, che ha stigmatizzato le difficoltà di realizzazione dell’intervento, la pericolosità in termini di sicurezza e sicuramente lo scarso impatto in termini di riattivazione del tessuto commerciale visto che occorrerebbe un piano di rilancio strategico e non la semplice riapertura di 300 metri di corso senza una precisa strategia di sviluppo».
Sulla questione interviene anche l’avvocato Artemio Laratta, già vice sindaco e assessore a Popoli: «Questo paese ha l’ambizione di diventare meta termale, io non riaprirei il Corso ma seguirei la naturale vocazione del centro commerciale all’aperto e aggiungerei verde, alberi e giardini, a beneficio della comunità. Con lo sviluppo termale, potrebbe essere il salotto di Popoli». (c.co.)

