Stop alla semi-residenza per 38 ragazzi disabili

28 Aprile 2018

Dopo le terapie l’Istituto rimanda a casa gli assistiti. L’Ambito sociale: occorrono 50mila euro

PENNE. Da diversi mesi trentotto ragazzi dell’Istituto Paolo VI di Penne non ricevono più l’assistenza di semi residenzialità.
Effettuano solo terapie sanitarie: due, tre o cinque volte a settimana, a seconda di quanto ha stabilito la commissione della Asl. Nessuno di questi ragazzi, tutti classificati con situazioni gravi o gravissime, riceve più l’assistenza sociale. Per i 38 ragazzi disabili che frequentano il Paolo VI effettuare solo le terapie sanitarie e rimanere a casa il restante delle ore non vuol dire soltanto gravare per più ore al giorno sulla propria famiglia, ma soprattutto perdere la possibilità di sentirsi importanti, di praticare quelle attività stimolanti e ricreative che da sempre hanno significato tanto per loro.
La questione insomma da sanitaria è diventata sociale. Abbiamo chiesto al presidente dell’ambito sociale vestino, il sindaco di Carpineto Donatella Rosini, cosa si stia facendo per tentare di sbloccare l’empasse e restituire ai 38 ragazzi del Paolo VI tutti i servizi, - sanitari e ricreativo-sociali - a loro necessari. «Giovedì abbiamo fatto una conferenza nella quale ho comunicato ai sindaci dell’ambito vestino la disponibilità della Regione Abruzzo a prevedere per le attività sociali un finanziamento di cinquanta mila euro. Noi come ambito abbiamo dato disponibilità ad ulteriori 20 mila euro», sottolinea Donatella Rosini. Ma la cifra complessiva di circa 70 mila euro purtroppo non potrà garantire il servizio necessario ai 38 ragazzi dell’Istituto Paolo VI che necessitano dell’assistenza semi residenziale per chissà quanto tempo. «Abbiamo scritto una lettera alla Regione sperando che qualcuno riesca a rispondere. Serve un sostegno e non un contentino per questi ragazzi», spiega Alessandro Olivieri dell’associazione “Abbattiamo le barriere” onlus. Il Paolo VI di Penne però non è più autorizzato ad effettuare prestazioni di tipo sociale, e quindi servirebbe che la Regione Abruzzo, con un provvedimento ad hoc, autorizzasse la fondazione e mettesse a disposizione dei fondi. Molte delle famiglie dei ragazzi disabili che frequentavano il centro diurno della fondazione non possono permettersi di contribuire in maniera sostanziale a coprire le spese. Parliamo di una cifra di circa 6/700 euro al mese. Per il trasporto mensile la cifra si aggira intorno ai 150 euro mensili per i residenti di Penne, con cifre a salire per chi viene da fuori.
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