Stop alle case sulla riviera Il Consiglio chiude il caso
Bocciata la richiesta di Pescaraporto per un cambio di destinazione d’uso Solo Padovano ha votato contro, ma ora si teme un nuovo ricorso della società
PESCARA. Il consiglio comunale ha bocciato la richiesta di costruire case sulla riviera sud, accanto all’ex Cofa e al ponte del Mare. Dopo cinque mesi di incertezze, scontri politici e un ricorso respinto dai giudici del Tar, il consiglio comunale si è pronunciato definitivamente con un no alla proposta di un cambio di destinazione d’uso, da uffici a residenze, presentata dalla società Pescaraporto, di cui sono soci i figli dell’avvocato Giuliano Milia e la famiglia degli imprenditori Mammarella.
È stato quasi unanime il no all’intervento proposto, con l’approvazione di una delibera che prevedeva il diniego a questa richiesta. Hanno votato contro il progetto della società e quindi a favore della delibera in 21, tra cui il sindaco Marco Alessandrini e i consiglieri di maggioranza e opposizione. L’unico voto a favore del progetto è stato quello del consigliere Riccardo Padovano. Solo lui è intervenuto in aula per difendere la richiesta della società. Anche l’assessore all’urbanistica Stefano Civitarese, ha ribadito la sua contrarietà alle case. «La delibera sugli indirizzi strategici, varata dal consiglio comunale», ha fatto presente, «esclude scelte di carattere residenziale in quella zona. Quindi, la richiesta di Pescaraporto non appare compatibile con le indicazioni dell’amministrazione».
Poi, l’assessore ha affrontato la questione del parere contrario alla delibera espresso dal dirigente della Ragioneria Andrea Ruggieri, in quanto, a suo dire, il diniego al progetto comporterà il mancato incasso, per il Comune, del contributo straordinario di costruzione pari a 436mila euro. «L’interesse pubblico è prevalente e il parere negativo espresso dalla Ragioneria spero venga superato con un emendamento. Il problema del mancato introito del contributo straordinario viene superato dall’interesse pubblico».
L’emendamento è stato approvato dal consiglio e lo stesso dirigente ha espresso un giudizio negativo con le sue controdeduzioni anche su quella modifica. E ora c’è chi teme che proprio il no della Ragioneria possa dare la possibilità alla società di Milia e Mammarella di presentare un nuovo ricorso per far annullare la delibera appena approvata. «Purtroppo, temo che la questione non sia finita qui», ha commentato Marcello Antonelli (Forza Italia), «la delibera non sarebbe nemmeno dovuta arrivare in consiglio, perché in base al Piano stralcio di difesa dalle alluvioni il cambio di destinazione d’uso non poteva essere richiesto».
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