Stop alle consegne: oggi i rider si fermano

Mobilitazione alle 17 in piazza Salotto. Tersigni (Cgil): anche i clienti possono partecipare: non ordinate
PESCARA. Stop alle consegne di pizza, hamburger, sushi, dei menù della catena Mc Donald’s e di ogni genere di cibo portato a casa dai cento rider pescaresi che lavorano con le piattaforme internazionali Just Eat, Glovo e Deliveroo. In segno di protesta contro un contratto che non rispetta i loro diritti, i lavoratori hanno deciso di incrociare le braccia per una giornata e di darsi appuntamento nel pomeriggio di oggi alle 17 a piazza Salotto. La mobilitazione, in contemporanea in tutta Italia, è stata promossa dalla rete “Rider x i diritti”, a cui aderisce anche la Cgil che sta promuovendo la manifestazione con volantinaggi e incontri con i lavoratori coinvolti.
Il sindacato invita anche i consumatori ad aderire al “No delivery Day” con l’obiettivo di moltiplicare quanto più possibile l’effetto della mobilitazione e chiede ai cittadini di non usufruire del servizio di consegna a domicilio, ma di rivolgersi ai ristoranti direttamente con l’asporto «perché anche i clienti possono giocare un ruolo importante».
«Le condizioni di lavoro dei rider sono peggiorate con la pandemia», spiega Alessandra Tersigni, segretario generale della sezione provinciale della Fiom Cgil e punto di riferimento anche dei lavoratori in somministrazione e delle nuove forme di lavoro raccolti sotto la sigla Nidil Cgil, «ordini ridotti, quindi minori compensi, con le app che obbligano a una crescente concorrenza tra fattorini. Il 15 settembre scorso è stato firmato da Assodelivery e Ugl un contratto per i rider che regolamenta il pagamento a cottimo e di fatto nega l'accesso ai diritti del lavoro subordinato, in quanto i rider sono considerati esclusivamente lavoratori autonomi».
La Cgil rivendica diritti e tutele contrattuali effettive per i rider. «Vanno riconosciuti i diritti derivanti dal rapporto di lavoro subordinato», prosegue Tersigni, «i rider devono essere tutelati e con un monte ore garantito. Lavoratrici e lavoratori del settore devono avere una retribuzione oraria congrua, quella del contratto nazionale della logistica e trasporti, che tenga in considerazione anche i tempi di attesa oltre a un pacchetto di diritti irrinunciabili, quali malattia, ferie, tfr e permessi studio». Anche Rifondazione comunista e i Giovani comunisti sostengono lo sciopero.

