Stop alle lezioni per le Comunali Il 20 e 21 seggi negli edifici scolastici

L’AQUILA. Stop alle lezioni nelle scuole abruzzesi chiamate al voto amministrativo del 20 e 21 settembre con l’aggiunta del referendum sul taglio dei parlamentari: la proposta di far svolgere le...
L’AQUILA. Stop alle lezioni nelle scuole abruzzesi chiamate al voto amministrativo del 20 e 21 settembre con l’aggiunta del referendum sul taglio dei parlamentari: la proposta di far svolgere le elezioni in sedi alternative depositata al Senato sotto forma di impegno per il Governo si è infranta con l’impossibilità materiale di trovare le strutture idonee. Non l’unico problema da risolvere per i comuni che avrebbero dovuto anche comunicare agli elettori le nuove sedi. Si vota quindi con lo schema classico con una vacanza supplementare per gli studenti una settimana dopo il ritorno a scuola nel post emergenza coronavirus. Scuole chiuse, quindi, nella tornata elettorale di autunno dove in Abruzzo si vota per le amministrative in 60 comuni, due oltre i quindicimila abitanti: Chieti e Avezzano. Il maggior numero degli elettori è nella provincia dell’Aquila (107.065); segue quella di Chieti (62.695); Teramo (8.624); Pescara (6.905). Nell’Aquilano si vota in 48 comuni, mentre nelle altre province i centri chiamati al voto sono 12: 4 per ogni territorio. La città più grande è Chieti (51.484 residenti, sindaco uscente Umberto Di Primio). Qui si vota alla scadenza naturale, seppur prorogata per il Covid, mentre ad Avezzano con 42.509 abitanti, il voto è anticipato per la caduta dell’amministrazione guidata da Gabriele De Angelis. Seguono Celano (10.982 residenti, sindaco uscente Settimio Santilli); Guardiagrele, (9.367, Simone Dal Pozzo), Montorio al Vomano (7.861, Ennio Facciolini) e Castel di Sangro (5.985, Angelo Caruso, che è anche presidente della Provincia dell’Aquila). Si vota pure in numerosi comuni lilliput: San Benedetto in Perillis, (127 abitanti, sindaco uscente Gianfranco Sirolli); Villa Santa Lucia, (141, Antonio Paride Ciotti); Rocca (167, Mauro Leone). Metà dei comuni abruzzesi chiamati al voto ha meno di mille abitanti. Oltre ad Avezzano, dall’11 giugno 2019 affidato al commissario prefettizio, Mauro Passerotti, sono senza amministrazione altri 3 centri: Civitaquana, (Francesco Palumbo è stato sfiduciato il 23 novembre 2019); a Cappadocia (il consiglio comunale è stato sciolto il 21 maggio nel 2019 dopo le dimissioni del sindaco, Lorenzo Lorenzin, fratello dell'ex ministro della salute, Beatrice). A Torre de’ Passeri il voto anticipato è legato al mancato raggiungimento del quorum. A Chieti e Avezzano, l’eventuale ballottaggio si terrà il 4 e 5 ottobre.
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