Stop dei Tir, caro-prezzi e crollo del turismo russo

25 Febbraio 2022

PESCARA. Il blocco totale dei Tir, lo svuotamento degli scaffali dei negozi alimentari e il crollo del turismo russo. La guerra in Ucraina farà sentire presto le sue conseguenze anche in Abruzzo: il...

PESCARA. Il blocco totale dei Tir, lo svuotamento degli scaffali dei negozi alimentari e il crollo del turismo russo. La guerra in Ucraina farà sentire presto le sue conseguenze anche in Abruzzo: il prezzo della benzina è già schizzato alle stelle e ora il trasporto su gomma rischia una paralisi totale. «Le aziende energivore (cioè le imprese metallurgiche, del vetro, della ceramica e del cemento, del legno e della carta) e i trasporti pagheranno il prezzo più alto», spiega Luigi Di Giosaffatte, direttore generale di Confindustria Chieti-Pescara, «un’altra conseguenza immediata potrebbe colpire il nostro sistema bancario. Si potrebbe generare una paralisi dei bonifici con la Russia a seguito dell’interruzione dei pagamenti internazionali, dovuto alle sanzioni inflitte a Putin dai paesi occidentali». È il timore delle attività commerciali che già pagarono un prezzo molto alto nel 2014, quando la Russia invase e si prese la Crimea: solo nel Chietino, ci fu una diminuzione dell’export di poco superiore all’80% rispetto al 2013. Ma il vero dramma potrebbe scatenarsi se le conseguenze della guerra si sommassero con lo sciopero degli autotrasportatori, già in atto in diverse regioni d’Italia a causa dell’aumento esponenziale dei prezzi del carburante.
Una combinazione di fattori che potrebbe assestare un colpo critico all’economia regionale: «Il prezzo del gasolio è già ad un livello spaventoso», spiega Rinaldo Potenza, presidente di Casartigiani Pescara, «non è escluso che anche in Abruzzo si arrivi ad un blocco totale dei tir per alcuni giorni. È difficile tirare avanti con i prezzi del carburante così alti. Vedere i camion abruzzesi fermarsi potrebbe non essere utopia ma sarebbe un vero disastro». «Faremo di tutto per cercare una soluzione diversa e una mediazione», assicura William Facchinetti, segretario regionale della Fita-Cna «ma c’è il rischio concreto di veder bloccare il trasporto su gomma anche in Abruzzo, se il prezzo del carburante dovesse salire ancora a seguito della guerra in Ucraina. Proveremo a mediare chiedendo aiuti concreti anche alla politica. Ma in una situazione del genere molte aziende sono spinte a tenere fermi i loro Tir perché i costi dei viaggi sono diventati troppo alti». Il blocco dei Tir renderebbe difficilmente reperibili anche i prodotti alimentari, generando il rapido svuotamento degli scaffali dei mercati ortofrutticoli e dei negozi alimentari.
«Potrebbe essere una diretta conseguenza», spiega Lido Legnini, «anche se le conseguenze maggiori le pagherà il turismo russo in Abruzzo, che negli anni scorsi è arrivato a toccare quota 20mila presenze stagionali». Prima della pandemia, nel 2019, 4.214 viaggiatori russi avevano trascorso le loro vacanze nelle quattro province abruzzesi, per un totale di 17.532 presenze, cioè di notti totali trascorse nelle strutture alberghiere. I dati, elaborati dal dipartimento Sviluppo economico-Turismo della Regione Abruzzo, sono stati divulgati da Federalberghi. I flussi turistici russi sono al 17° posto per numero di arrivi nella nostra regione, in una classifica che vede sul podio Germania (34.798 arrivi), Svizzera (15.198) e Francia (12.897). A livello provinciale, in testa c'è Pescara, con 1.543 turisti russi e 5.055 presenze, seguita dal Teramano che, seppur con un numero inferiore di arrivi, 1.482, vanta il maggior numero di presenze, 9.551. Poi ci sono il Chietino (651 arrivi, 1.746 presenze) e l'Aquilano (538 arrivi, 1.180 presenze). «Dopo il periodo drammatico legato alla pandemia, sembrava che ci stessimo avviando alla ripresa», sottolinea il presidente di Federalberghi Abruzzo, Giammarco Giovannelli, «quello russo è un mercato che può dare prospettive a tanti alberghi, borghi e strutture balneari, ma la situazione di incertezza attuale, legata alla guerra, è molto preoccupante». (d.b.)